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Discussione: un parto luminoso!

    un parto luminoso!

    corsi formazione

    Sono passati già quasi quattro mesi ma tutto il parlare che si fa ultimamente sulla violenza ostetrica mi ha fatto decidere che sì, è sacrosanto denunciare gli abusi o anche solo le esperienze negative, ma per la serenità di chi si accinge a partorire è importante far sapere che non dev'essere così e che partorire BENE si può!

    7 gennaio 2016. Sono a 40+5 e non ne posso più. Ho perso il tappo l’anno scorso e da dieci giorni i dolori alle anche e al bacino sono così forti che non riesco neanche a stare eretta… passo (carponi!) dal letto al divano. Speravo che Fiammetta non nascesse in un giorno festivo ma ormai è passata anche la Befana… quindi muoviti!
    Sono le 21:30 e Manuel è in cameretta ad addormentare Amelia quando avverto la prima debole contrazione. Per un momento mi chiedo se non sia il caso di portare Amelia dai nonni prima che prenda sonno… ma poi penso che ne sarebbe sicuramente turbata e visto che il travaglio chissà quando comincerà davvero non ne vale la pena…
    Alle 22:30 mi metto a letto a leggere… e subito arriva la seconda. E dopo un quarto d’ora un’altra. A mezzanotte non riesco più a leggere. Avverto Manuel che si parte… si stende accanto a me a letto per stringermi la mano… ma dopo un quarto d’ora sta russando … io rimango lì ad ascoltare il mio corpo…
    Il primo parto non è stato bello. Oggettivamente è andato bene ma l’ho vissuto male, rifiutavo il dolore, appena sentivo arrivare la contrazione mi stringevo, mi chiudevo, dicevo no… e mi sentivo malissimo… questa volta non voglio dargliela vinta, ho deciso di accettarlo il dolore per farmelo amico… sto lì a guardare l’orologio, ad aspettare con ansia le contrazioni, più arrivano ravvicinate e prima vedrò la mia bimba!, a concentrarmi sul lasciar andare…
    All’una e mezza, dopo che già da mezz’oretta le contrazioni arrivano ogni 3-4 minuti, riempio la vasca e sto per un’oretta in acqua. Ci sto bene, sono rilassata. Il ritmo delle contrazioni non si ferma, ma il dolore è talmente sopportabile che non sono sicura di dovermi già preparare per l’ospedale (il mio TERRORE è di essere rimandata a casa perché è troppo presto) ma provo ad autovisitarmi e anche se non so quantificare la dilatazione, sento sicuramente che c’è. E appena esco dalla vasca avverto le contrazioni come decisamente dolorose! E ne sono felice: ci siamo! Sveglio Manuel e gli faccio chiamare sua madre, che arriva appena ci siamo riusciti a vestire per badare ad Amelia. Col suo tipico candore mi chiede “hai le doglie?” mentre io sono per terra accovacciata come una rana a fare i vocalizzi.
    Arriviamo in ospedale alle 3:30 del mattino. Bisogna entrare dal PS, che è deserto, suonare il campanello e farci accompagnare in ostetricia dall’infermiera di turno… ci litighiamo perché insiste per caricarmi sulla sedia a rotelle, e io insisto per camminare anche se ogni tre minuti dobbiamo fermarci…
    La ginecologa di turno è simpatica. “Cinque centimetri” dice, e mi augura buon lavoro mentre mi affida alle cure delle ostetriche Anna e Antonella. Anna la conosco, ci ho fatto qualche lezione del corso pre parto due anni fa, è molto amichevole. Antonella sembra molto dolce. Tiro un sospiro di sollievo: Roberta, che aveva fatto nascere Amelia due anni fa, era decisamente brusca e ostile.
    Alle quattro entro in sala travaglio, una cameretta accogliente con luci soffuse, e Antonella mi attacca ai sensori per il tracciato. Ci lasciano soli e passano a controllare ogni tanto… il travaglio procede ma Fiammetta a quanto pare dorme. Io scherzo con Manuel, ogni tanto cambio posizione, sto bene soprattutto in piedi e carponi… le contrazioni sono sempre più forti ma riesco a rimanere sempre serena e a concentrarmi sulle pause… però mi infastidisce il monitoraggio, mi chiedo quando lo leveranno perché mi piacerebbe tanto fare il travaglio in acqua, ma ogni volta mi dicono di portare pazienza ancora un pochino… finché dopo un’ora e mezza trovo il coraggio di chiedere se non è possibile andare in acqua, Antonella risponde che la vasca è libera ma prima di passare venti minuti a riempirla meglio visitarmi… dieci centimetri!
    Entro in sala parto alle 5:45, mi cade l’occhio sull’orologio e dico che la mia prima bambina è nata alle 6:18. Questa arriva prima! Dicono in coro Anna e Antonella. Mi fanno accomodare sul lettino in posizione ginecologica e mi sento subito in ansia… non voglio stare così! Urlo impanicata. Antonella mi tranquillizza, facciamo passare una contrazione e poi proviamo altre posizioni – dice. Alla fine mi sistemerò carponi, col torso rialzato. Ora il dolore è davvero molto forte, spingo e urlo. Le ostetriche cercano di calmarmi, mi suggeriscono di ascoltare loro e farmi guidare per evitare lacerazioni… provo a vocalizzare senza soffocare le loro voci e a seguire le loro indicazioni… ma anche ad ascoltare il mio corpo che a volte mi dice di lasciar passare una contrazione senza spingere… di lasciare che i miei tessuti si dilatino senza traumi… passano le sei e anche le sei e dieci… fa male ma tra una spinta e l’altra riesco ancora a riposare, a guardare Manuel che mi sorride… e poi è un momento, incredibilmente alle 6:18 la sento sgusciare fuori… mi giro ed è lì! Mi siedo e ce l’ho in braccio… è incredibile un minuto fa non c’era e ora è qui, non piange ma gorgheggia e mi guarda vispa! è stupenda!
    Io e Manuel ce la rimiriamo e coccoliamo mentre Antonella mi aiuta con il secondamento. Non ho bisogno di punti, alle 6:30 circa sono già in piedi e mi sento meglio che non nei nove mesi precedenti messi assieme! Andiamo tutti quanti al nido ad assistere alla prima visita (3860 gr di splendore!) e al bagnetto e alle sette siamo già nella nostra camera, Fiammetta a poppare e io a reclamare un’abbondante colazione dopo mesi di bruciori di stomaco finalmente svaniti!

    La venuta alla luce di Fiammetta è stata un momento sereno che ricorderò sempre con dolcezza!
    I miei consigli a chi deve partorire: scegliete con cura la struttura, pretendete di vedere le sale travaglio e sale parto e parlate con chi ci ha già partorito. Quando parte il travaglio state a casa il più a lungo possibile, accettate il dolore e fidatevi del vostro corpo!




    Re: un parto luminoso!

    brava azu grazie per aver condiviso con noi


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