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Discussione: Il mio parto positivo

    Il mio parto positivo

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    Ciao a tutte! non so se vi ricordate di me...voglio lasciare anche questa volta il racconto del mio parto, il mio secondo parto che ho vissuto con una consapevolezza nuova e profonda e che vorrei scolpire per sempre nel mio cuore!

    La mia pietra preziosa Giada è nata mercoledì 2 marzo 2016 alle 20:05.

    Ci siamo svegliate quel giorno con qualche doloretto un po’ più deciso, ma niente di rilevante. Ero a 39+5 e il peso del pancione e la stanchezza cominciavano a farsi pesanti. Ho pensato che il 2 o il 3 marzo sarebbe stato proprio un bel giorno per venire al mondo. Raccolgo tutti i pensieri positivi che nel corso di nove mesi avevo cercato di focalizzare: “la contrazione è mia amica, la contrazione è un’onda che mi attraversa e che non devo respingere, mi immergo in una mare calmo e mi lascio cullare dalle onde che vanno e vengono.”
    Mi rimetto a letto con il bimbo che proprio stamattina si è svegliato malaticcio e cronometro gli indurimenti, sono irregolari e sopportabili.

    In tarda mattinata viene a prendermi mia sorella e vado a casa dei miei per pranzo ma l’inappetenza e la nausea mi impediscono di mangiare più di due cucchiai di pastina. I dolori sono ancora irregolari e sopportabili.
    Decido di tornare a casa a riposare e a fare una doccia nel caso fosse stato il caso di andare in ospedale.
    Metto il bambino a letto e sono circa le 16 quando mi infilo sotto la doccia. L’acqua calda allevia un po’ il dolore e me ne sto così sotto il getto dell’acqua calda per un tempo indefinito…Poi mi accorgo che qualcosa cambia…le contrazioni, sempre sopportabili, si fanno regolari: ogni 10 minuti. Ok. E’ il caso di vestirmi. Chiamo mia madre e mio marito e nel frattempo che arrivano per un’oretta travaglio a casa.


    La contrazione è un’onda. E’ blu, mi attraversa. La accolgo. La lascio andare. Espiro.

    Quando ho partorito il mio primo figlio ho travagliato tutto il tempo con le gambe incrociate, la bocca serrata e trattenendo il respiro nel tentativo disperato di respingere un dolore che mi sembrava insopportabile! Stavolta no, non mi lascerò sopraffare dal dolore! Questa volta sono io al comando, sono io che guido il mio parto!
    Mi appoggio al divano con le gambe aperte e dondolo un po’ il bacino… La contrazione è un’onda. E’ blu, mi attraversa. La accolgo. La lascio andare. Espiro…
    Sarà stato per questo modo nuovo di affrontare la contrazione che non mi sembrava così forti da correre in ospedale? Non lo so. Fatto sta che si fanno le 18.30 e decidiamo di partire per l’ospedale, le contrazioni sono ogni 5 minuti. Stringo forte la mano della mia mamma, come l’altra volta lei è seduta sul sedile posteriore come una presenza silenziosa. Tiene il conto delle contrazioni, non ha bisogno di chiedermi se ne arriva una, lei lo sa perché le stringo la mano e lei risponde alla stretta. In macchina si fanno più forti e fra una e l’altra mi lascio cullare dalla musica alla radio e sento l’irresistibile bisogno di dormire. Mi sento quasi in trans...

    Arrivo al pronto soccorso alle 19. Salgo in reparto con le mie gambe e mi accoglie la stessa ostetrica con cui avevo travagliato quattro anni prima, si chiama Anna Rosa come la mia mamma! Sono felicissima di rivederla, mi affido alle sue premure e alla sua voce quasi ipnotica. Mi accoglie e mi dice di attendere un attimo perché ha le sale travaglio piene, chiude la porta, dice alle infermiere che passano e spassano di non disturbarmi e mi dice di affrontare la contrazione come meglio voglio. Alle 19:20 inizio il tracciato mentre lei poverina si affanna ad aprirmi la cartella clinica! All'improvviso le dico che sento un premito irresistibile! Guarda il tracciato e mi fa: ora ci spostiamo in un'altra stanza, poi ci ripensa: andiamo in sala parto!

    Entro in sala parto di corsa di corsa, mi spoglio, le chiedo se posso togliermi la maglia e lei mi risponde che posso fare quello che voglio e allora mi spoglio quasi completamente. Lei lascia le luce basse, ho avuto la sensazione di essere in un posto intimo e accogliente. Getto uno sguardo al grande orologio che è sulla parete: sono le otto meno un quarto. Mi lascio visitare: dilatazione completa! Mi lascio andare ad un urlo liberatorio e si rompono le acque. Anna Rosa mi guida con la sua voce, mi dice che sono libera di gridare se voglio ma allo stesso tempo di accompagnare mia figlia nella spinta senza disperdere l’energia. E allora mi concentro, ci siamo, questa volta mi sento padrona del mio corpo, nessuno deve dirmi cosa fare, lo so già. Spingo tre o quattro volte in tutto e sento il calore di mia figlia sulla mia pelle. Apro gli occhi e lei è già lì che tenta di aprire gli occhietti e piange! Io invece rido,rido come una *****, incredula! Sono le otto e cinque.

    Ci lasciano così, unite in questo istante eterno che l’altra volta non ho avuto. Aspettano che il cordone smetta di pulsare prima di clamparlo mentre io continuo a ridere e chiamare il suo nome. E’ qualcosa che non potrò mai dimenticare, qualcosa che ho bisogno di rivivere spesso con la mente perché penso che in quel momento non me ne rendessi pienamente conto!
    Non ho avuto bisogno di episiotomia nonostante Giada avesse due giri di cordone e l’associazione d’arto, mi hanno dato giusto tre-quattro punticini esterni.

    Il secondamento è stato un po’ fastidioso perché mi è rimasto un pezzettino di placenta dentro e hanno dovuto un po’ ravanare nell’utero ma non importa…Questo parto mi ha riscattata del primo, mi ha regalato una consapevolezza che non pensavo di avere, mi ha lasciata incredula, stordita, stupefatta per giorni!

    Giada, sei l mio fagottino rosa, la figlia che ho sempre desiderato di avere, sei quel pezzettino che mancava alla nostra pazza famiglia! Con tuo fratello sono rinata, con te sono rinata per la seconda volta! <3



    Re: Il mio parto positivo

    Molto commovente!!! Congratulazioni!

    Re: Il mio parto positivo

    che bel racconto!
    benvenuta Giada!




    Re: Il mio parto positivo

    Bellissimo racconto pieno di positività! grazie per averlo condiviso... un abbraccio ai genitori e al fratellino e benvenuta Giada

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