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Discussione: pensieri senza filtro

    pensieri senza filtro

    corsi formazione

    Che cosa strana mettersi a scrivere pensieri vari su un forum. Alla portata di tutti. Io poi che sono gelosissima della mia privacy. Chissà se riuscirò a scrivere veramente tutto quello che mi viene in mente.
    Ma se non ci provo non ci riesco di sicuro quindi... eccomi quì.
    Ho tante tante cose da dirmi, pensieri che si affastellano nella testa, sogni che si rincorrono con desideri e bisogni giocando come bambini spensierati. Quei bambini che fanno parte dei sogni.
    Ho quasi 35 anni ed alle spalle 2 aborti. Come sarei se fossero andati bene?
    Intanto mamma di 3 bimbi.
    Da quello che sento direi due femminucce, Luna e Dana per me, Patrizia e Tiziana per il papà. Le nostre prime bimbe. Quando ancora eravamo solo morosi, quando la vita adulta (o quasi) stava iniziando, quando tutti e due studiavamo e non ci immaginavamo nemmeno cosa potesse volere dire essere genitori. Eppure vi avremmo accolte con gioia piccole mie. Piccole nostre. E ci siamo accorti di voi quando ormai era già tardi, ve ne eravate già andate. Nemmeno il tempo di avere paura per il futuro.
    Il mio ciclo è sempre stato ballerino, faceva quello che voleva e nemmeno la pillola lo teneva regolato. Ricordo che il mese che siete arrivate ero stata male una notte, avevo vomitato, evidentemente anche la pillola. Poi è saltato il ciclo ma non mi sono preoccupata. Succedeva spesso. Quando ho iniziato a stare male si che mi sono preoccupata. Scherzando ho detto al tuo papà... starò andando in setticemia. Il giorno dopo avevo la visita dalla ginecologa. Una donnina piccola e gentile con lunghi capelli neri a treccia. Mi ha visitata e mi ha detto che avevo l'utero un poco ingrossato, di fare delle analisi e di tornare dopo qualche giorno per l'ecografia, ma in ospedale così non mi faceva pagare. Ho fatto le analisi ridendo.
    Il giorno dopo il risultato positivo. Che spavento. L'ho detto al vostro papà per telefono, non avevo altro modo di raggiungerlo. Paura immensa per tutti e due. Poi l'ecografia. E quelle terribili parole. "sono gemelli e non c'è battito, in nessuno dei due, dalle dimensioni sono fermi alla sesta settimana mentre tu dovresti essere all'ottava, mi dispiace, ti metto in lista per un raschiamento dopodomani, potresti andare in setticemia". Sono uscita piangendo ed ho pianto fino a casa con i nonni che erano ancora scioccatissimi.
    Quella sera non riuscivo a smettere di piangere e pensavo che mi sarei uccisa per non lasciarvi sole. I nonni mi sono stati vicinissimi, mi hanno sostenuto e rinchiusa in un bozzolo protettivo. Ho voluto vicino il vostro papà ed è venuto. E' stato con me tutto il tempo. Ed io piangevo disperata. Mi dicevano "ce ne saranno altri" ed io piangevo. Mi dicevano "sei stata fortunata, così non hai dovuto decidere se abortire o no" ed io piangevo. Che frasi idiote! E quanto tempo poi ho negato il dolore che ancora provavo. Quanti anni di cocciuta negazione.
    Sono cresciuta, almeno di età. Ho finito di studiare, iniziato a lavorare ed anche lui, l'uomo che accompagna la mia vita di adulta, quello che voglio come padre per i miei figli. Il matrimonio è stato la logica conseguenza di un amore che durava da 8 anni. Tornassi indietro non lo rifarei ma non importa, il mio cambio di opinione religiosa non è una motivazione sufficiente ad annullare un legame che si fonda sull'amore.
    Ho smesso di prendere la pillola il mese prima della cerimonia nuziale. Speravo di coronare il tutto con una meravigliosa gravidanza. Invece niente. Ho aspettato, fiduciosa che prima o poi il mio corpo mi avrebbe dato la sola cosa che gli ho chiesto. Non ho mai preteso nulla da lui, nè bellezza nè perfezione. Ho accettato tutto quello che mi ha dato in malattie e dolore, l'ho nutrito e coperto. Non è stato abbastanza. Non sono stata una buona madre per me stessa. Non l'ho amato e lui mi ha risposto allo stesso modo. Come dargli torto? Solo ora mi rendo conto di quanto sono stata crudele con me stessa. Ho ignorato una parte di me perchè non mi piaceva invece di aiutarla a migliorare ed a stare bene. Ci sono voluti 7 anni e mezzo per capire che da solo e senza aiuto il mio corpo non sarebbe mai riuscito a darmi quello che volevo. Dovevo aiutare me stessa, una parte di me a diventare grande, come sto cercando di fare per la mia coscienza per la mia mente e per il mio cuore. Tempo sprecato? Forse. O Forse no. Ho imparato tante cose in questi 7 anni. E non solo nozioni, anche emozioni. Soprattutto emozioni. Ho nutrito la mia anima in modo leggermente più completo e corretto. Ho imparato che sono capace di amare ma anche di arrabbiarmi. Sono in grado di vedere al di la delle apparenze e che non è detto che tutto quello che vedo mi debba piacere. Ho scoperto che non sono obbligata ad accettare e fare mia l'opinione altrui e che mi posso battere per difendere le mie. Ho imparato che posso pensare da sola se voglio e che non mi va di decidere in fretta pungolata da qualcuno che crede di sapere cosa sia meglio per me.
    Ho deciso di cercare un figlio con l'aiuto della medicina. Nel giro di 2 mesi sono rimasta incinta. E lì ho fatto la stupidaggine di non prendere un medicinale solo perchè mi dava nausea. Anche questa volta non mi sono accorta che ero incinta. Pensavo ad un ritardo per via dell'influenza che avevo avuto la settimana prima e poi il ginecologo mi aveva detto al monitoraggio che il follicolo era ancora molto piccolo e che quindi forse non avrei ovulato nonostante la stimolazione. Invece eri tu. Il mio piccolo Marco. Sono convinta che fossi lui. Ho sempre pesato che un maschietto l'avrei chiamato Davide, invece tu mi hai detto MARCO! Ho sognato che c'eri ed ho fatto il test. Quando ho guardato l'ho fatto a rovescio e mi era sembrato che non ci fosse nessuna linea, che il test fosse fallato. Poi l'ho girato e la seconda linea era lì. Splendente. Ho svegliato il tuo papà immediatamente. Era assonnatissimo ma felice come mai prima. Quando siamo usciti ha sbattuto la macchina (niente di grave) e rischiato 2 volte di travolgere gente per strada tanto era emozionato. La nonna da parte mia era così contenta che ha tirato fuori subito la mia vecchia culla per pulirla, ha lavato i lenzuolini, le federe, le copertine e l'ha detto al nonno che era così emozionato da non riuscire a parlare. Purtroppo abitano lontani e non ho potuto vedere le leoro facce. Ma la voce era favolosa. La nonna da parte di papà invece abita quì vicino e siamo riusciti a fare l'annuncio di persona. Com'era emozionata piccolo, non puoi immaginare. Ha subito iniziato a fare progetti perchè dovevi nascere ad agosto e quindi si dovevano rimandare le ferie... ed io dormivo sul divano. Il giorno dopo sono iniziate le prime perdite. Poi il ginecologo mi, ci ha dato delle medicine per vedere di aiutarti. Ma non ci siamo riusciti. Non ti sei attaccato bene o non ti ho aiutato abbastanza presto. Non lo so e non lo saprò mai.
    Tutti mi dicono che doveva andare così, che questo è il destino, che sia io che te dovevamo vivere questa esperienza per crescere ancora. Io ci provo a non avere sensi di colpa, ma non sempre ci riesco. Ho pianto tanto. Ho pensato di essere riuscita a lasciarti andare abbastanza velocemente. Falso. Me ne sono accorta quando ho visto la bambina di una mia amica appena nata. Che dolore. E che fatica trattenere le lacrime.
    Poi sono andata a cercare quel dolore, l'ho lasciato uscire, insieme alla rabbia per questo destino che si fa beffe di me e dei miei desideri. Ho gridato. Un grido animalesco e dolente che non credevo di potere produrre. E mi sento meglio. Non posso dire di averlo superato, credo che ci vorranno anni. Ma ho fatto un passo avanti verso me stessa.
    Adesso che sono di nuovo in cerca sono attentissima a tutti i segnali. Così da potere aiutare immediatamente chiunque vorrà mostrarsi e crescere in me e con me. Arriverà? Saprò accettare qualsiaso cosa arrivi? Anche un eventuale fallimento? Sono abbstanza forte per riuscirci? Spero di non doverlo accertare.
    Poco fa sono andata in bagno. La carta igienica era immacolata (muco a parte) ma l'acqua dentro il wc no, era arancione/rossa. Che io abbia perso del sangue? Mi pare impossibile che non ce ne fosse sulla carta. Ho sempre la sensazione che stiano arrivando le mestruazioni, mi sento bagnaticcia. Ma è troppo presto. E non credo possa essere ovulazione, dovrei averla già avuta. Non lo so, non capisco, ma accetto e continuo a percorrere la mia starda.
    Sto facendo strani sogni. Sogni di gravidanza, di gemelline, di amore grandissimo e pacifico, allegro e tranquillo, gioioso e sereno.
    Premonizioni?

    Ultima modifica di Aithne; 08-06-11 alle 21:26

    Riferimento: pensieri senza filtro

    Ho in testa una canzone, o meglio una parte...
    "quello che c'è in fondo al cuore non muore mai, se ci hai creduto una volta lo rifarai".
    E' assolutamente vero. Non muore il mio desiderio di capire, non muore la mia voglia d'imparare a più di tutto non muore la mia capacità di amare.
    E sono così felice che nonostante le legnate nei denti prese dalla vita riesco ancora a sorridere, riesco ancora a volere bene anche a chi mi ha fatto del male.
    Un male profondo, che mi ha quasi distrutta quando l'ho scoperto.
    Ero così piccola. Non potevo difendermi. E mi sono sentita sbagliata per anni per quello che è successo. Dopo il senso di colpa (se lo ha fatto è stato per punirmi e quindi è colpa mia) è subentrata la rabbia, immensa rabbia verso quella bambina dentro di me che continuava a piangere nascosta in un angolo, che voglia di scrollarla per darle una smossa, perchè la smettesse con quei piagnistei. Poi finalmente un poca di obbiettività. Se quella bambina non fossi tu, se sapessi quello che le è successo e la vedessi così cosa faresti? L'abbraccerei, la farei stare al caldo e coccolata, fino a calmare il suo pianto ed a farle alzare la testa. Le darei un bacio sulla fronte e le direi che sono orgogliosa di lei, perchè pur essendo così piccola ha saputo affrontare un dolore immenso ed ha saputo crescere continuando ad amare. E se quella bambina sei tu non lo puoi fare? Si che posso, si che voglio. E sono felice a vederla finalmente sorridere e ricominciare a giocare spensierata, lì, nel mio cuore.
    La stessa felicità che provo quando con la fantasia corro a quando sarò mamma. Sorvolando bellamente sul dolore del parto e sulle notti insonni...:P
    La gioia di avere portato a compimento la creazione migliore che si possa fare nella vita.
    Se non succederà l'accetterò. Ho imparato che le mie radici sono dentro di me e che me le porto appresso ovunque vado. Non ho un luogo nel mondo che non sia casa mia. Non verrò sradicata dal mio essere se non potrò coronare questo sogno. Ma comunque spero di realizzarlo, perchè ho volgia di amare ancora, ancora ed ancora. Senza condizioni. Venite piccoli miei, piccole mie, mamma e papà hanno voglia di abbracciarvi e di vedervi vivere felici.

    Riferimento: pensieri senza filtro

    Di nuovo a scrivere. Apertamente, senza paura. E allegramente. Oggi sono felice. Sorrido al sole, guardo i fiori e mi sento il cuore caldo, osservo i buffi corteggiamenti del gallo alle galline e mi metto a ridere. E' veramente un piccoletto pieno d'iniziativa.
    Perchè sono felice? Facile. Ho aperto un nuovo periodo di vita, spalancato una porta su un giardino di felicità. Ci sarà anche qualche erbaccia, non lo nego, ma in fondo cos'è un'erbaccia? Semplicemente qualche cosa che non abbiamo deciso noi di avere nel nostro giardino, ma dove sta scritto che è brutta od inutile? Meglio guardarla bene prima, "studiarla" un po' e poi se veramente non è adatta a noi strapparla con tutte le radici. Ma non prima, non a priori. Perchè chi mi dice che non sia quella di cui ha bisogno il mio giardino per essere più completo? Più equilibrato? Un fiore di campo semplice ed inaspettato può essere stupendo quanto un'orchidea, una rosa od un fiore di Loto.
    Allora inizio la passeggiata in questo nuovo giardino, alla ricerca delle nuove piante che lo rivestono, in allegria e con il cuore aperto a tutto ciò che vorrà arrivare.

    Riferimento: pensieri senza filtro

    Ieri ti ho vista anima mia. Una bambina con il pigiamino bianco dentro un lettino bianco, con la rete ad impedirti di uscire. Una rete a maglie strette per bloccarti ma abbastanza larghe per lasciarti vedere il mondo. E tu in piedi, a tenerti alla rete con la speranza che arrivi presto qualcuno per farti uscire di lì perchè hai voglia di vedere il mondo per intero e non solo quella stanzetta semibuia. Arriverò a prenderti come ho fatto ieri? Riuscirò a portarti via con me invece di doverti mettere di nuovo nel lettino? Od almeno a levare la rete? Riuscirò a dirti chi sono ed a capire da te cosa, chi devo diventare? Si. Ce la farò. Sto arrivando anima mia. Aspettami ancora un pochino, sto impartando a muovermi dentro il giardino, e la casa della mia vita. Accenderò la luce perchè tu possa vedere meglio ed anche io riesca a non inciampare mentre arrivo da te. E sarai finalmente libera di crescere. Te lo prometto!

    Riferimento: pensieri senza filtro

    Piccolo cucciolo cercato e desiderato. Ti ho aspettato per così tanto tempo che adesso che ci sei non riesco nemmeno a parlarti se non per dirti "non ti preoccupare, andrà tutto bene".
    Solo queste paroline che però mi fanno sentire che già ci amiamo follemente.
    Ieri con il papà abbiamo deciso come ti chiamerai ed a te non è andato bene. Mi pare anche giusto, dopotutto il nome è il tuo mica il mio...
    Più che giusto che voglia essere tu a deciderlo.
    Ma spiegami perchè ti andava bene quello da femminuccia e non quello da maschietto...
    Se tu fossi femmina non t'importerebbe nulla di quello da maschio e quindi non ti opporresti, idem se tu fossi maschio non t'importerebbe di quello da femmina e quindi non approveresti.
    La mamma è un poco tonta e non capisce.
    La sola cosa che mi viene in mente è che lì dentro siate in due a farvi compagnia. Oppure che nemmeno tu sappia bene se sei maschio o femmina ma mi pare impossibile...
    Sta di fatto che fino a che non ho cambiato il tuo nome da maschietto non mi hai lasciata dormire. Certo però che il nome che hai scelto è bello difficile, sei sicuro di volere proprio questo? Contento tu...

    Stanotte, o meglio stamattina, ho sognato di portare a mia zia un gomitolino di lana rosa chiedendole di farmi delle scarpine per te, e poi un altro gomitolino di lana azzurra con la stessa richiesta.
    Sogni premonitori o semplice desiderio di gemelli?
    Li desidero da sempre, da quando ero piccolina ed ho capito cosa vuol dire la parola gemello. Pensavo che li avrei avuti e che sarebbero stati felici ed amati.
    Non che se sei solo uno non ti amerò. Intendiamoci! Ti amo già adesso.
    Tanto da avere voglia di cantare. Cosa che in effetti faccio in macchina. Devo cambiare CD però, quello che c'è adesso sta diventando noioso...

    Ho sonno piccolo mio e sono sveglia da sole 2 ore. Possibile che non riesca a stare attiva per più di mezza mattina? Forse ne sai più tu di me ed è il caso che segua i tuoi consigli. Vado a sdraiarmi un momento e se mi addormento... bene!
    Ti voglio bene piccolo cuore, non vedo l'ora di conoscerti dal vivo.

    Ultima modifica di Aithne; 09-08-10 alle 22:33

    Re: pensieri senza filtro

    E dal vivo sei ancora più bello e buono di quanto io abbia mai immaginato o sperato.
    Cosa ho fatto di tanto meraviglioso per meritarti cuore mio?
    E' stata una gravidanza tranquilla. Niente nausee, un poco di DG ma controllato tranquillamente con la dieta e continuando a lavorare sentendo che mi aiutavi di buon grado.
    Non serena, questo no, perchè ogni volta che andavo in bagno controllavo la carta igienica con la paura di trovare sangue. I primi 3 mesi la paura dell'aborto, i 3 mesi intermedi con quella della morfologica e del parto prematuro, gli ultimi 3 con quella del parto prematuro e del "come sarà"? E l'ultima settimana con l'ansia di conoscerti e di riuscire a farti nascere senza che tu ne avessi a soffrire.
    Il parto... lo rifarei anche adesso. E' stata un'esperienza troppo meravigliosa per non volerla ripetere.
    Ti amo cucciolo e ti sono grata per tutto quello che mi hai insegnato.
    Sono felice ogni volta che ti guardo, ogni volta che ti penso, ogni volta che ti sogno. E' un continuo mare di felicità. Onda dopo onda mi sommerge e mi culla. Ed io mi abbandono. Purificata, leggera e viva.
    Grazie amore mio. Dal profondo del cuore. Grazie

    Re: pensieri senza filtro

    Piccolo cuore mio credo che riportare anche quì il racconto del nostro parto sia doveroso.
    Chissà se lo leggerai mai...

    Marco Uriel... la luce del mio cuore


    Domenica 14 marzo. Sono a 41+2 e non si smuove nulla. Ho iniziato i monitoraggi alla 38^ settimana come da protocollo per il diabete gestazionale, ma niente di che. Sono anche andata un sabato sera a farne uno in più per scarsi movimenti fetali ed ho scoperto durante la visita di essere con il collo appiattito dell'80% e pervio al dito. Insomma pronti a partire ma non è ancora il momento giusto.
    Pare che aspettiamo per le partenze intelligenti... se non altro non ci troveremo con 7 travagli in contemporanea come ci è capitato di sentire che succede. Noi vogliamo essere seguiti bene!
    Comunque domenica sera vado a nanna con la tranquillità che l'indomani avrei trovato ancora calma piatta.
    A mezzanotte mi sposto dal letto al divano per dormire in posizione semiseduta perchè sdraiata, già da parecchie settimane, non mi riesce di respirare bene. Verso l'una mi sveglio per un doloretto tipo mestruazioni (che ho già, irregolari, da parecchi giorni quindi non mi preoccupo) e mi giro dall'altra parte. Do giusto una mezza occhiata all'orologio, per abitudine. Mi riaddormento. Dopo 10 minuti nuovo doloretto e spostamento. Dopo altri 10 stessa cosa. Comincia a venirmi un felice sospetto. Che si stia muovendo qualche cosa??? Aspetto con trepidazione i 10 minuti successivi. Ne passano 8 e "splasc" sento qualche cosa di bagnato scendere dalle parti basse. Salto su dal divano per non sporcarlo (noi donne, che pensieri pratici abbiamo...) e corro in bagno. Scopro che l'assorbente è completamente fradicio e che ci sono macchie di sangue. Mi cambio e vado a svegliare il marito che dorme da 1 ora scarsa... Intanto i doloretti sono spariti o quasi.
    Usciamo, le valige sono in macchina da 2 settimane, devo solo prendere le carte per l'inevitabile burocrazia. Sono quasi le 2 del mattino, fa freddissimo, la macchina è coperta di ghiaccio. Un pensiero va all'insalata curata con amore tutto l'inverno, abbiamo tolto il telo del tunnel ieri pensando che ormai fosse tardi per le gelate. Illusi... Speriamo non sia illusione anche quella di oggi. Ma nooo, con il sacco rotto il parto DEVE essere imminente no? Mi ricordo benissimo che si parla di 24 ore massimo... Si si, deve essere così.
    Arriviamo alla sbarra dell'ospedale, il marito dice: "mia moglie ha le doglie" e la aprono a velocità supersonica . Entriamo, parcheggiamo e saliamo in reparto.
    Monitoraggio da sola perchè stanno facendo un TC e per regolamento in questi casi può entrare solo la futura mamma nella zona parto (perchè poi non lo capisco, il blocco operatorio è dietro 2 porte spesse e 1 corridoio... boh). Poi visita ed eco. Siamo tranquilli, poche contrazioni che nemmeno sento o quasi, battito ottimo, liquido ottimo, collo appianato e aperto di 1cm abbondante. Mi danno una stanza. E' vuota e quindi me la prendo comoda. Sistemo la valigia, mi metto la camicia da notte e mi riposo come consigliato dall'ostetrica. Alle 6 arrivano per i prelievi, poi inizio a passeggiare in reparto sperando di smuovere qualche cosa.
    Intanto hanno messo un'altra ragazza in stanza con me. Lei è già sofferente e non riesce a stare sdraiata, io quasi quasi l'invidio... non ho praticamente nessun dolore... qualche contrazione che sento a malapena. La vedo mooolto lunga.
    Alle 10 nuovo monitoraggio. Le contrazioni ci sono ma sono sporadiche e deboli, ci vorrà un po'. Mando a casa il marito che è stracotto perchè dorma un pochino, io mi arrangerò e in caso di novità lo chiamerò al cell. In soli 40 minuti lo convinco e resto a passeggiare da sola. Dormo un po', passeggio, leggo, pranzo (bleah).
    All'una e mezza nuovo monitoraggio in contemporanea con la compagna di stanza. Lei se ne va in 20 minuti, io resto attaccata lì. Lei con le contrazioni sempre più dolorose ma non ancora buone ed io senza quasi nessun dolore. Ascolto con un orecchio il battito e con l'altro le ostetriche. Chiacchiero con un'allieva ostetrica che ha segnalato qualche cosa sul tracciato alla sua tutor e non mi piace che non mi dicano niente. Ho un po' paura, se non mi dicono che c'è faccio un disastro!!! L'ostetrica e la dottoressa me lo leggono negli occhi e mi dicono che ogni tanto il bimbo cala i battiti cardiaci invece di aumentarli durante le contrazioni. Non mi piace neanche un po'! Vista la situazione e la mia resistenza al dolore (ma quale resistenza? non c'è dolore, non è che resisto) mi propongono l'ossitocina per accelerare il tutto. Dico ok per paura che un travaglio lungo possa fare male al bimbo. Vado a prendere il necessario per il travaglio (acqua e cioccolato) ed a telefonare al marito, che per fortuna era già sveglio, e torno in zona ostetriche.
    Mi mettono nell'altra stanza travaglio, più piccolina e raccolta, e mi attaccano il monitoraggio. Mi siedo sulla poltrona sparando di potere fare tutto da seduta o in piedi e camminando almeno 4 passi per la stanza. Il battito è sceso a 70. Panico mio e dell'ostetrica che mi fa stendere a tutta velocità, blocca l'ossitocina e mette una flebo idratante (credo) mentre chiama la collega in aiuto e la ginecologa. Ho paura!!! Mi mettono l'ossigeno ed inizio a respirare a fondo per non cedere al panico. Il battito torna normale e alla contrazione reagisce salendo bene. Sospiro di sollievo collettivo. Arriva anche il maritino e io sto mooolto meglio. Le contrazioni le sento, sono più forti ma non molto dolorose. La ginecologa mi rompe il sacco per accelerare ancora di più il tutto (la mia era una rottura alta e piccola). Sono le 16.30 e ricomincia il balletto orecchio al battito ed orecchio alle ostetriche che però sono più distanti e da questa stanza fatico a sentirle... Il tempo passa, l'ossitocina scende e quando l'ostetrica mi visita aumenta il numeretto sulla pompa (salgo lentamente da 10-12 a... quanto era alla fine? 50 più o meno) e mi dice che va tutto bene. Il tracciato è buono ed io mi dilato poco alla volta. Alla visita successiva che il dolore inizia a farsi sentire sono di 5cm (speravo di più ma l'allieva mi consola dicendo che sonno i primi 4-5 i più faticosi per una primipara, decido di crederle e vado avanti). Vado in bagno a scaricare lo scaricabile con la flebo attaccata e torno sul letto. Verso le 19 il dolore è forte, decisamente forte, ed io inizio ad estraniarmi (sento il dolore ma non m'importa). Mi visita l'ostetrica e mi dice che sono dilatata quasi del tutto. La sua collega mi fa un massaggio ai piedi che mi fa scomparire il dolore, sento le contrazioni ma non fanno male (peccato che duri troppo poco). Finisce la dilatazione o quasi. Le ultime contrazioni mi lamento per il dolore, mi fanno iniziare a spingere e poi, finalmente, si va in sala parto. Su le spondine del letto, vestizione del papà e via di corsa. Mi sposto sul lettino del parto, sistemo le gambe, trovo le maniglie a cui afferrarmi, un medico (ginecologo?) si piazza al mio fianco con l'avambraccio di traverso sopra la mia pancia, sento che mi radono (preparano l'episiotomia?), il marito è alle mie spalle. Come prima in sala travaglio mi estranio completamente dal corpo. Sento il dolore ma non me ne importa niente, ho un lavoro da fare e mi ci concentro. So che sto gridando qualche cosa ma non m'importa nemmeno di quello. Spingo con forza e respiro a metà spinta. Di nuovo e di nuovo avvisando prima che la contrazione sta arrivando e sentendo il medico spingere con me. La testa esce. Prendo fiato anche se mi dicono di spingere ancora per fare uscire le spalle. Lascio passare una contrazione e lui esce senza che io spinga. E di colpo il dolore scompare, annullato completamente. Sono le 20.24 di lunedì 15 marzo.
    Non lo sento piangere e mi spavento. Tento di alzarmi e non ce la faccio. Guardo tra le gambe e non vedo nulla. Paura!!! Poi eccolo. Lo strillo irritato e indignato più bello del mondo.
    Me lo mettono sulla pancia ed iniziano a trafficare con la placenta (vedo che è l'allieva ostetrica e le sorrido) e poi con i punti ma non m'interessa. Vedo e sento solo lui e mio marito che mi dice grazie.
    Vedo questo visetto insanguinato, bagnato e urlante e sono completamente persa nei suoi occhi. Lui mi vede e mi sente e smette di piangere. Gli dico "ciao" e lo accarezzo. Vorrei poterlo coccolare per sempre... Poi lo portano via per il bagnetto.
    Io sto male e lo dico ai medici, la pressione crolla (ricordo una voce dire "60 su 40 in calo"...) ma riesco a sentire che mandano via il papà con il bambino (ed anche io gli dico di andare anche se non mi ricordo) e di chiamare l'anestesista di corsa. Piano piano si risolve tutto tra flebo varie e punti (ad un certo punto ho chiesto se ne avevano ancora per molto perchè ero stufa e mi facevano male le gambe, il medico mi ha risposto che stava facendo un lavoretto di fino... mi ha fatto così ridere ) esco dalla sala parto alle 22.30 e vedo il maritino con ancora gli abiti da sala parto (sovrascarpe, cuffietta e camice... buffissimo) con gli occhi lucidi mentre guarda il bimbo che ha tra le braccia. Il nostro bimbo. Amatissimo.
    Ho scoperto dopo che la puericultrice fatto bagnetto e misurazioni l'ha portato nella camera di osservazione (tra le sale travaglio e le sale parto), quella in cui poi sono rimasta confinata io per il resto della notte, da sola..., l'ha fatto sedere, gli ha messo il bambino in braccio e se ne è andata lasciandolo solo Per fortuna che Marco Uriel è un bimbo tranquillissimo ed il papà non si è fatto spaventare poi tanto, ma quando sono arrivata io aveva ancora gli occhi "pallati" della serie "e mo che faccio???" Stupendi!!!
    Parlando con lui ho scoperto che hanno usato la ventosa (che si è staccata almeno 2 volte...) e che il cucciolo mi ha lacerata da una parte e la ventosa o il "taglietto", non so, dall'altra. Mi hanno messo zaffo vaginale e catetere per 24 ore quindi niente cibo, solo acqua. Io che avevo fame in travaglio non vi dico come sono arrivata al giorno dopo.
    Sono rimasta in ospedale parecchio per la perdita di sangue un tantinello eccessiva (l'emoglobina è arrivata a 6,5 e partivo da 10,9) e di conseguenza poco o niente latte (con relativi crolli umorali) ma questa è tutt'altra storia.

    Quello che conta è che adesso stiamo bene (beh io sto migliorando) e soprattutto siamo felici!!!
    Il papà è assolutamente meraviglioso, si occupa di Marco Uriel in tutto e per tutto. Dai biberon ai pannolini (più o meno farciti) alla burocrazia alla mamma scoraggiata e debole (uff, mi dò sui nervi da sola). Una dolcissima roccia!
    Quando li guardo, i miei due uomini, mi vengono le lacrime per la gioia... Sono bellissimi!

    Re: pensieri senza filtro

    Oggi non è giornata.
    Saranno le mestruazioni in arrivo (il famoso capoparto) anche se avevo sperato che in arrivo ci fosse una sorellina. Sarà la nonna che sta tanto male da sperare che se ne vada in fretta (e per fortuna la dottoressa ha detto che non sarà una cosa lunga). Sarà quello che sarà ma oggi ho voglia di piangere. E come sempre il mio pensiero va all'allattamento.
    Ho fallito miseramente.
    Ho perso tanto sangue nel parto e forse hanno ragione medici ed ostetriche quando dicono che non potevo pretendere dal mio corpo più di quello che mi ha dato ma...
    Ho tirato il latte per 4 mesi, minimo 6 volte al giorno, per 45-60 minuti alla volta, per fare 50ml al giorno. Marco non si attaccava quasi mai. Da piccolissimo perchè non sapevamo come fare, da più grande booh, forse per la troppa fame e la poca quantità presente. E che dolore vedere le mie amiche di pancia allattare tranquillamente ed io sola con il biberon. E magari sentirmi anche dire da alcune operatrici che la miglior cosa per il bambino è il latte della mamma. Mi sembrava di essere inferiore, mi sembra ancora di essere un fallimento. Per non parlare di quando una puericoltrice in ospedale ha detto alla signora di fronte a me "complimenti per la quantità prodotta" (salvo poi non proporle di fare la donatrice... solo perchè di colore???), ed io giù lacrime. Stavo in ospedale già da 4 giorni e non potevo nemmeno tenre in braccio il mio bambino stando in piedi. Dovevo chiamare per andare in bagno in modo che mi accompagnassero. Per non parlare poi di fare una doccia... sono dovuta andare con il maritino a braccetto ed il bambino nella culla, avvisare e tenere le porte aperte.
    Le ho tentate tutte per l'allattamento. Tutte quelle che conoscevo. Ma ho fallito.
    Se fossi una mucca mi manderebbero al macello per inutilità.
    E ci sono dei momenti, come questo, come adesso, in cui mi domando se io sia degna di essere madre, se non sia stato un errore nel disegno dell'universo. Mi guardo allo specchio e vedo nero e vuoto. Guardo Marco e invece di essere felice sono triste per lui perchè ha me per madre e nessuno potrà mai sollevarlo da questo problema. E so che mi vorrà bene, perchè sono la sua mamma, perchè non ne potrà conoscere una diversa. E lo amo così tanto che mi chiedo se non starebbe meglio con una donna diversa a fargli da mamma. Forse me ne dovrei andare. Forse gli dovrei dare la possibilità di vivere una vita migliore. Senza di me.
    So già che passerà. So che tornerà il sereno. So che devo accettare anche il lato oscuro della mia personalità, illuminarlo per conoscerlo meglio, farlo veramente e definitivamente mio.
    Sono distruzione tanto quanto creazione.
    Ma è difficile. Per me che vedo la vita come obiettivo da perseguire l'idea di una me stessa che uccide, anche se solo metaforicamente, è quasi insopportabile. E mi perdo dentro me stessa, fuggendo dall'ombra per cercare un nuovo sole come se fosse la mia sola salvezza. Non riconoscendo che quell'ombra sono io, che quel sole sono io, che sono io quella che mi salverà.
    Ma non mollo.
    Prima o poi imparerò ad essere tutto e niente contemporaneamente. In questa vita o in una futura.
    Ci riuscirò!

    Re: pensieri senza filtro

    Oggi mi è capiatto di leggere questo brano tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran

    I Figli

    E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
    E lui disse:
    I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se' stessa.
    Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
    e sebbene siano con voi non vi appartengono.
    Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
    Poiché hanno pensieri loro propri.
    Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
    giacche' le loro anime albergano nella casa di domani,
    che voi non potete visitare neppure in sogno.
    Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
    come voi siete.
    Giacche' la vita non indietreggia ne' s'attarda sul passato.
    VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
    VIVENTI FRECCE,
    SONO SCOCCATI INNANZI.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
    e vi tende con la sua potenza affinche' le sue frecce possano
    andare veloci e lontano.
    Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell'Arciere;
    poiche' se ama il dardo sfrecciante,
    cosi' ama l’arco che saldo rimane.


    Saprò essere un buon arco? Saldo e solido nelle mani di Dio?
    Una freccia l'ho scoccata e ogni giorno che passa sembra sempre più non avere bisogno di me ma allo stesso tempo essere felice che io sia stata e sia il suo arco di lancio. Saprò davvero lasciarla andare per la sua strada? O ci ho già legato una cordicella per tenerla sempre legata a me? Ho faticato immensamente a lasciare andare gli angeli. Il più difficile è stato quello di gennaio 2011. Patrizia Dana, piccola dolce anima venuta per proteggere suo fratello maggiore. Vegli su di lui ed io ti sento ogni volta che lo metto a nanna. Ti ho tratenuta io? non credo. Penso che tu sia quì di tua volontà in attesa di entrare nel mondo con corpo fisico. Ma quando sarà, se arriverai attraverso di me saprò lasciarti libera od incatenerò te ed anche Marco Uriel? Mi fa inorridire il solo pensiero! Ma temo... ogni volta che dico il MIO bambino di stare stringendo quella cordicella. E non so come fare per trovare conferma o smentita a questa sensazione. Credo che lo dirà soltanto il tempo.

    Ultima modifica di *Aithne*; 16-03-12 alle 15:24

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