Più lungo il travaglio con l’epidurale ✿

L’anestesia epidurale è una procedura anestesiologica che viene ormai comunemente effettuata in ambito ostetrico allo scopo di ottenere una analgesia locoregionale nel corso del parto vaginale.
Studi recenti suggeriscono che l’utilizzo di tale pratica aumenterebbe la durata del travaglio.

Questo tipo di anestesia prevede la somministrazione di farmaci anestetici nello così detto spazio epidurale, lo spazio esistente tra lo spessore della membrana meningea più esterna (dura madre) e quello del legamento giallo (uno dei legamenti intervertebrali della colonna spinale).
L’effetto è quello di una perdita di sensibilità algica locale durante le fasi di dilatazione ed espulsione del nascituro.

L’anestesia epidurale non compromette la capacità della madre di percepire il passaggio del feto (preservando la sensibilità pressoria) e nemmeno la capacità contrattile volontaria (della muscolatura addominale) ed involontaria (della muscolatura uterina) permettendo un parto completamente fisiologico , privo della sola componente dolorifica.
Nonostante ciò studi retrospettivi hanno dimostrato che l’anestesia epidurale influenza la durata del travaglio prolungando l’intervallo di tempo necessario per la fase espulsiva.

La dottoressa Yvonne Cheng dell’ Università della California insieme ad altri colleghi ha pubblicato sull’American Journal of Obstetrics & Gynecology uno studio retrospettivo basato sulla valutazione clinica di 42268 partorienti. Tutte le donne esaminate avevano effettuato parto naturale e senza complicazioni.

È stata fatta una comparazione statistica sulla durata della fase espulsiva dividendo le donne in base all’utilizzo o meno dell’anestesia epidurale ed all’esperienza di parto.
Nelle donne al primo parto la durata media è stata di 336 minuti rispetto ai 197 minuti del parto senza analgesia con una differenza media di 2 ore e 19 minuti.
Nelle donne che avevano già partorito una volta la durata media è stata di 255 minuti rispetto agli 81 minuti del parto senza analgesia con una differenza media di 2 ore e 54 minuti.

La maggior durata del travaglio, seppur significativa, sembrerebbe però non comportare conseguenze dannose per la salute di madre e nascituro secondo uno studio di una équipe medica del Fatebenefratelli di Roma, effettuato con in collaborazione con il dipartimento di ostetricia e ginecologia dell’università La Sapienza e con la Scuola di Medicina dell’ospedale di Hammersmith, sul Journal of Obstetrics and Gynaecology Research.

Questa ricercaspinge comunque a riflessioni circa una pratica sicuramente diffusa e consolidata ma certamente migliorabile circa i rischi ed effetti collaterali.

 

Fonti e approfondimenti:

Pubmed: Second stage of labor and epidural use: a larger effect than previously suggested/Abstract

Epidurale: quali gli effetti sul travaglio?

 

Articolo a cura della Redazione di Mammole

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