Epidurale: quali gli effetti sul travaglio?

 

gravida pensierosa

NASCERE NATURAL

La popolarità dell’analgesia epidurale in corso di travaglio di parto è un fenomeno relativamente recenteL’anestesia epidurale è una procedura anestesiologica che viene effettuata in ambito ostetrico allo scopo di ottenere un’analgesia loco regionale in corso di travaglio che permette il blocco sensitivo, simpatico e motorio in circa 15/20 minuti. L’analgesia epidurale prevede la somministrazione di farmaci anestetici, con o senza l’utilizzo di oppiacei, nello spazio epidurale  (a livello delle vertebre L4-L5), lo spazio esistente tra lo spessore della membrana meningea più esterna (dura madre) e quello del legamento giallo (uno dei legamenti intervertebrali della colonna spinale).

L’effetto è quello di una perdita di sensibilità algica locale durante le fasi di dilatazione ed espulsione del feto. L’anestesia epidurale preserva la sensibilità pressoria materna e la capacità contrattile della muscolatura addominale e non compromette la contrattilità uterina. La tecnica si è dimostrata efficace e sicura, rispetta la fisiologia del travaglio, non sono dimostrati effetti nocivi sul feto e i rischi materni sono rari ed evitabili; tuttavia studi recenti suggeriscono che l’utilizzo di tale pratica aumenterebbe sensibilmente la durata del secondo stadio del travaglio di parto.

La linea guida prodotta dall’agenzia inglese National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) nel 2007, riferisce che l’analgesia epidurale:

  • è più efficace di altre tecniche nel ridurre il dolore in corso di travaglio;
  • si associa ad un prolungamento significativo del secondo stadio del parto a un aumento dei parti vaginali operativi statisticamente significativo ;
  • non si associa a un prolungamento del primo stadio del travaglio né a un incremento nel tasso di tagli cesarei;
  • potrebbe causare distress respiratorio nel neonato e renderlo sonnolento o poco reattivo.

 

Una review della Cochrane Library, 2011, che ha compreso 38 studi (9658 donne incluse), conclude che l’analgesia epidurale è associata ad un rischio aumentato di parto strumentale, ipotensione e febbre materna, blocco motorio, ritenzione urinaria, prolungamento del secondo stadio del travaglio di parto e somministrazione di ossitocina, aumento del rischio di taglio cesareo per distress fetale.

Non è dimostrato tuttavia un aumento del tasso di tagli cesarei nelle donne sottoposte ad analgesia epidurale rispetto alla popolazione generale.

Giulia ColomboOstetrica

Fonti:

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