Bambola di stoffa… L’ha fatta la mia Mamma! ✿

bambolaQuando aspettavo la mia prima bimba non sapevo ancora fare le bambole.
Ricordo come un momento molto speciale quando ho scelto ed ho acquistato la sua prima bambola: una tenerissima spilungona di pezza, molto rosa, molto morbida, un po’ buffa. “Pomme de terre”, ribattezzata Pippi, per comodità.

 

Ricordo di averlo scritto sul diario che tenevo durante la gravidanza: Da oggi hai la tua prima, bellissima, bambola.
Durante la gravidanza, a un certo punto, comincia ad affacciarsi l’idea del bambino reale, l’attesa diventa lunga e la curiosità di incontrare il suo sguardo per la prima volta diventa spasmodica. Come tante donne, allora, ho tirato fuori ago, filo, uncinetto ed ho soffiato sulla polvere delle mie competenze di cucito acquisite nella calde estati salentine, quando ero ancora una bambina.

 

Siamo in tante a farlo, no? Basta un po’ di punto croce, cose semplici, e nasce un bavaglino ricamato, un paio di scarpettine, una copertina, magari cose non proprio perfette ma cariche di amore, di premura e di attesa impaziente. E così che mi si è affacciato nel cuore il desiderio di cucire io stessa una bambolina per la mia creatura. E’ cominciato da qui il mio percorso che, pian piano, mi ha portata a cucire le bambole, a sperimentare questa arte bellissima, propria più dello spirito che delle mani.

 

Come per tutte le cose belle, a prenderci gusto ci si mette un attimo!
E così, dal niente, è nato il mio progetto Mi racconti una bambola? che si sviluppa in un blog.
Per cucire le bambole ci vuole un po’ di esperienza (come dice la mia nonna, bisogna saper tenere l’ago in mano), ma si può sempre cominciare dai doudou, piccoli, morbidi, facili da afferrare, con qualche nodino, che dia delle soddisfazioni quando viene ciucciato o utilizzato per grattare le gengive. Io però li chiamo Pupini. Un nome più evocativo, che ricorda le pupe da cui nasceranno splendide farfalle.

 

Ce ne sono moltissimi tipi, ma ce n’è uno in particolare a cui mi sono molto affezionata, facilissimo da realizzare, che sembra quasi un allegro folletto dei sogni. E poi, quello che li rende veramente speciali è che sono stati fatti dalle mani della mamma!
Per questo motivo ho cominciato a riunire le mamme (in special modo quelle in attesa) per passare un pomeriggio insieme… con le mani impegnate!
Sono incontri di chiacchiere, di condivisioni, di risate, di dolcetti. Un paio d’ore dopo, ci salutiamo e ognuna porta con sé il Pupino per la sua creatura.

 

Una bambolina speciale, unica, che custodisce nel suo caldo cuore lanoso, buoni auspici, speranze, pensieri colorati da offrire al bimbo che nascerà. E se non sembra poi così perfetto, non bisogna dimenticare che i bambini non vedono i difetti, ma sentono l’amore e i colori dell’anima che lì dentro sono stati infusi.
Se anche voi volete provarci, qui trovate il tutorial e i cartamodelli.
Li condivido volentieri, a un’unica condizione: mi piacerebbe avere le foto dei fratellini o cuginetti dei miei Pupini che si spargono per il mondo.
Le mie bimbe difficilmente si separano dalle bambole che cucio per loro. E quando qualcuno al parco dice: ma che bella la tua bambola! non ha prezzo vederle rispondere, tutte impettite: L’ha fatta la mia mamma!

 

 

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 Post a cura di MiRaccontiUnaBambola

 

 

 

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