I neonati ricordano gli eventi stressanti ✿

neonato mani

 

È ormai certo che fin dai primi mesi di vita, la memoria dei neonati è operativa e che i piccoli sono capaci di ricordare gli eventi e le situazioni che producono in loro uno stress.

 

Lo rivela una ricerca italiana, pubblicata da Plosone, condotta da un team di ricercatori guidata dall’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini (Lecco) e composta anche da studiosi dell’Ospedale della Sacra Famiglia di Erba e dell’Università del Massachusetts.
Il gruppo ha studiato con attenzione le reazioni dei neonati, anche a livello chimico, di fronte a determinate evenienze, confermando che fin dai 2 mesi di vita la loro memoria è operativa e induce comportamenti appresi con l’esperienza.

 

La memoria stessa si rinforza e i ricordi tendono a stabilizzarsi, con i comportamenti a questi collegati, col procedere dei mesi.
I bambini d’età compresa tra i 3 e i 6 mesi, per esempio, riescono a riconoscere le immagini statiche dei volti, a intervalli di almeno 24 ore.

A 6 mesi esatti, benché l’età possa variare da bambino a bambino, si svela la capacità di imitare azioni e gesti appresi nelle 24 ore precedenti.

A 9 mesi di vita, la capacità aumenta ulteriormente.

 

La memoria conserva azioni di una certa complessità anche per oltre un mese.

Non solo, la memoria a lungo termine risulta (e risulterà) influenzata dal contesto sociale di vita del neonato.
Il passo in avanti sostanziale compiuto dagli studiosi lombardi e americani, riguarda la capacità di ricordare ancora più a lungo e per un periodo imprecisato della vita gli eventi legati a uno stress, sia esso di carattere fisico o emotivo.

Ciò si evidenzia nei neonati fin dai 4 mesi di vita.

Nei bambini di 3 mesi d’età l’aumento della concentrazione di cortisolo durante la fase di apprendimento di un pur semplice compito è stata posta in relazione con la memoria a 24 ore: i bambini che avevano aumentato i livelli di cortisolo ricordavano meglio di coloro che l’avevano diminuita.

 

Il cortisolo, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, si è rivelato in sostanza determinante nel favorire o sfavorire a seconda del suo aumento o calo, la capacità mnemonica dei neonati.

I ricercatori hanno inoltre evidenziato come, fino a questo momento, la relazione tra gli effetti degli ormoni che inducono sensazioni stressanti e la memoria a lungo termine sia stata sottovalutata dagli studi.

In realtà, secondo la ricerca, le differenze individuali nella reattività al cortisolo sono associate con la memoria infantile. La ragione di questo rimane però una questione ancora parta.

 

In ogni caso, i neonati mostrano una risposta di stress durante le interazioni sociali che li pongono a dura prova, come ad esempio una breve interruzione relazionale, dall’assenza della madre allo scarso affetto che questa, in alcuni momenti, riesce a mostrare e trasmettere al neonato.

 

 

Fonte:

Four-Month-Old Infants’ Long-Term Memory for a Stressful Social Event

 

 

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