Il sostegno all’allattamento nelle strutture sanitarie ✿

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Di recente è stato effettuato un sondaggio e relativo rapporto elaborato dal Tavolo Tecnico Operativo del Ministero della Salute il cui obbiettivo, è quello di verificare la quantità e la qualità di interventi volti a promuovere l’allattamento al seno ed il sostegno ad esso, sia sul piano regionale che nazionale.

 

Un sondaggio di verifica che riguarda principalmente l’operatività promossa a sostegno dell’allattamento al seno nelle strutture sanitarie italiane.

E’ ben noto che l’allattamento al seno apporta enormi benefici sia al neonato che alla mamma, proteggendo il piccolo da possibili malattie, stimolando la formazione di anticorpi e creando un rapporto sensoriale ed emotivo utile allo sviluppo del piccolo.

Tirando le somme del piano di accertamento, la partecipazione è stata alta ed ha visto coinvolte 17 regioni su 19 con le province autonome di Trento e Bolzano: un numero di tutto rispetto considerando l’importanza dell’argomento.

I dati non sono invece pervenuti dalle province dell’Umbria e della Sicilia.

 

E’ difficile quantificare il tasso di allattamento al seno che viene effettuato sul territorio nazionale una volta che le donne vengono dimesse dall’ospedale, tanto meno la sua durata effettiva.

La survey ha messo in risalto proprio la difficoltà di riuscire a quantificare il reale tasso di allattamento.

L’obbiettivo principale è quello di verificare se, a livello regionale, vengano intrapresi una serie di interventi mirati, correlati alla promozione dell’allattamento al seno.

Gli indicatori in uso e fruibili sono imprecisi ed insufficienti a stilare delle statistiche di tutto rispetto.

 

Tra gli indicatori, sono stati presi in esame quelli reperibili dai rapporti aziendali, quest’ultimi possono coadiuvare il bagaglio informativo necessario, anche se intervengono in misura proporzionale alle statistiche delle mamme lavoratrici, ma non sempre la richiesta dell’orario allattamento coincide con l’allattamento effettivo al seno.

L’indagine ha coinvolto, oltre alle ASL, anche le strutture sanitarie italiane ospedaliere ed universitarie. Alle aziende ospedaliere in cui è previsto un punto nascita, è stato chiesto di far pervenire informazioni relative ai percorsi di programmazione che promuovono l’allattamento nelle strutture sanitarie regionali.

Tale richieste sono state operate in prevalenza in due strutture, BFCI (iniziativa comunità amica dei bambini) e BFHI ( iniziativa ospedale amico dei bambini).

Gli investimenti, volti ad appurare nel dettaglio le percentuali relative, sono quasi inesistenti ma l’OMS ritiene tali dati importanti dal punto di vista della salute e sul piano epidemiologico.

L’indagine è stata supporta dai relativi referenti regionali individuati nell’ambito Coordinamento Interregionale.

 

Le statistiche riportano delle oscillazioni anche notevoli di tasso d’allattamento tra una regione e l’altra.

In testa alla graduatoria spicca la Val d’Aosta con l’82,6 % segue la Toscana con il 79,3 %, le province autonome di Trento e Bolzano superano entrambe l’80% mentre fanalino di coda la Campania con il 64%, ed il Lazio con poco più del 65%.

Anche a livello aziendale le percentuali sono in netto contrasto da regione a regione anche se si è ancora molto lontani dal poter verificare esattamente le percentuali vere e proprie.

 

 

Fonte Bibliografica

ALLATTAMENTO al SENO nelle strutture sanitarie in Italia  PDF

 

 

 

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il più grande gruppo di mamme per l'allattamento

 

 

 

 

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