Ti racconto il mio parto… By Stella Luna ✿

parto in acqua

Ore 02:20. Spalanco gli occhi e sento che qualcosa si è rotto… Vado in bagno e mi accorgo di avere perdite sporche di sangue. Sveglio mio marito: è ora di andare.

 

La parte più difficile e’ stata trovare qualcuno a cui lasciare Lorenzo, il nostro bambino,  intanto che arrivassero i miei genitori (abitano ad oltre 100 km).
Arrivati in ospedale le contrazioni sono irregolari, ma avendo una rottura alta delle membrane mi ricoverano.
Alle 16:30 del pomeriggio, mentre cammino per il corridoio, sento un colpo ben assestato in basso: Camilla ha definitivamente rotto il sacco!

 

 

Adesso si fa sul serio, le contrazioni diventano intense e regolari… Alle 19:00 sono dilatata di 4-5 cm e decidono di portarmi in sala parto. Come in un film già visto mi ritrovo nella stessa stanza dove 3 anni prima avevo partorito il piccolo Lorenzo e tutto mi è familiare. Le contrazioni sono forti e non mi reggo sulle gambe.

 

Chiedo all’ostetrica se mi può riempire la vasca d’acqua ed accendere la musica. Ogni mio desiderio viene prontamente esaudito. In acqua tutto è ovattato e tra una contrazione e l’altra riesco a riprendere fiato. Ormai sono dilatata di 8-9 cm.

 

Ho resistito il più possibile a spingere, ma ora non ce la faccio più: Camilla vuole uscire! La sento ormai sempre più giù, che si fa strada per vedere la luce. La testa e’ uscita ed ora e’ in sospensione nell’acqua in attesa di un’ultima spinta per uscire completamente.

 

Me la appoggiano sopra, la mia piccolina, tutta ricoperta di bianco e con tanti capelli morettini. E così amore mio alle 21:00 sei arrivata da noi come il più prezioso dei doni…

 

 

Disclaimer

I dettagli sui nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.

I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente alla redazione segreteria[at]mammole.it e la pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali. I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita preciso, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto nella specifica struttura.

 

 

 

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