Quando nascerà? Te lo svela un nuovo test ✿

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La gestazione è un momento importantissimo che cambia la vita di ogni donna rendendola mamma, ma le ansie e le aspettative legate a questa fase sono tantissime, prima fra tutte, quella di sapere la data precisa della nascita.
Se i ginecologi riescono comunque a fornire delle date indicative durante le quali dovrebbe, con una certa probabilità, verificarsi il parto, d’altra parte vanno considerate tutta una lunga serie di variabili individuali che possono alterare le previsioni e comportare un ritardo o un anticipo del parto.

 

 

 

 

Oggi esiste una metodica che definisce con maggior precisione, circa l’85%, la data presunta della nascita del bambino.

Il test in questione è un esame transvaginale effettuato con gli ultrasuoni (T.V.U.) capaci di misurare la lunghezza della cervice dell’utero, dando la percentuale di possibilità che il parto si verifichi nella settimana seguente o meno.

Sono tre i ricercatori italiani, G. Saccone, V. Berghella e B. Simonetti, ad aver messo a punto questa ricerca, valutando l’affidabilità della tecnica di misurazione della lunghezza della cervice anche nelle donne a fine gravidanza. Infatti questa misurazione veniva già utilizzata per prevedere un eventuale parto prematuro nelle donne a rischio, ma si riteneva che la misurazione effettuata in prossimità del parto non fosse invece indicativa di nascita imminente.

 

Attraverso questo studio, invece, i ricercatori hanno potuto scientificamente confutare un’errata convinzione, dimostrando che su un campione di 735 donne incinta, la misurazione della lunghezza della cervice diventa indicativa di parto entro la settimana successiva, con un’attendibilità pari all’85%.

Nello specifico, una misurazione al di sotto di 1 centimetro della lunghezza della cervice, diventa indicativa di parto imminente anche dopo lo scadere dei 9 mesi di gravidanza.

In associazione a questo parametro è stata anche presa in considerazione la misurazione del collo dell’utero, il quale dimostra che se al termine della gestazione presenta una lunghezza ancora superiore a 3 centimetri, la possibilità di parto nella settimana seguente è solo del 40%.

 

L’importanza di questo nuovo metodo di previsione del parto può rappresentare un valido aiuto non solo per le mamme in attesa ma anche per i ginecologi.

Soprattutto nelle situazioni di rischio di madre e nascituro, una valutazione di questo tipo può diventare un vero e proprio aiuto nello stabilire quando e come indurre il parto: si potrà infatti decidere di avviare farmacologicamente il travaglio se il bambino è sofferente, oppure si potrà scegliere di effettuare un cesareo se la lunghezza della cervice è ancora troppo lunga ma la gravidanza è giunta al termine.

 

Accanto ad una mera ansia e curiosità materna, la valutazione della lunghezza della cervice può essere considerata un valido parametro di misurazione che permette ai medici di intervenire adeguatamente alle circostanze.

 

 

Fonte Bibliografica

Transvaginal ultrasound cervical length for prediction of spontaneous labour at term: a systematic review and meta-analysis

 

 

 

 

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