Le proto-parole dei neonati ✿

parole

Il linguaggio verbale è una forma di comunicazione totalmente appresa o esistono dei circuiti verbali innati all’interno del nostro sistema nervoso?

Per rispondere a questa domanda il dottor David Maximiliano Gómez e gli altri ricercatori del Language Cognition and Development Laboratory della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste hanno analizzato il sistema delle proto-parole dei neonati, ossia le espressioni verbali emesse dai neonati nei primissimi giorni di vita.

L’articolo che comunica l’esito dello studio (Language universals at birth) è stato recentemente pubblicato dalla autorevole rivista scientifica americana PNAS (Proceeding of the National Academy of Sciences of the United States of America).

 

La teoria dei ricercatori parte dall’osservazione di particolari similitudini in tutte le lingue del mondo, la preferenza di alcune strutture sillabiche rispetto ad altre. L’utilizzo di sillabe inizianti per BL è ad esempio comune, mentre molto raro è quello di sillabe inizianti con le consonanti BD o LB. Il ridotto utilizzo di queste sillabe non è giustificabile da ragioni pratiche, queste ultime sillabe potrebbero essere pronunciate con la stessa facilità delle altre.

 

I ricercatori hanno cercato di capire se il sistema nervoso di un essere umano appena venuto al mondo, quindi non ancora influenzato dal linguaggio dei suoi simili, presentasse già alla nascita delle impostazioni all’utilizzo di alcune sillabe piuttosto che altre.

Lo studio ha analizzato un gruppo di circa settanta neonati di età compresa tra i due ed i cinque giorni di vita. La raccolta di dati si è svolta con modalità del tutto atraumatiche e prive di qualsiasi forma di rischio per i neonati.

 

E’ stata fatta loro indossare per quindici minuti al giorno una particolare cuffia in grado di rilevare le variazioni emodinamiche nelle aree temporale e perisilviana dell’emisfero cerebrale sinistro, la parte del sistema nervoso centrale deputata alla comprensione ed alla scelta dei vocaboli nel linguaggio parlato. La strumentazione ha registrato l’attivazione nervosa mentre i neonati erano sottoposti a sedute di ascolto dei diversi gruppi di sillabe.

 

I dati raccolti dai ricercatori hanno evidenziato una risposta sovrapponibile alle osservazioni fatte su soggetti adulti. Il lobo cerebrale sinistro si è attivato, riconoscendo i suoni come parole, durante l’ascolto delle sillabe più comuni. Questo non è avvenuto invece nel caso delle sillabe rare. L’attivazione nervosa all’ascolto delle sillabe ha rispecchiato la frequenza di utilizzo nelle varie lingue e la preferenza di utilizzo all’interno della propria lingua.

 

Lo studio sembrerebbe dunque dimostrare la presenza nel cervello umano di circuiti linguistici innati, che permetterebbero fin dalla nascita di distinguere i suoni con un significato linguistico da quelli privi di significato.

 

Laura Pellegrini

 

 

Fonte:

http://www.pnas.org/content/early/2014/03/26/1318261111.abstract

 

 

 

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