Una piscina tattile


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L’idea è di stampo “munariano”.

Nel laboratorio plurisensoriale realizzato per il comune di Novara in occasione della mostra-convegno sugli asili nido nel 1995, era state poste due grandi vasche: una contenente palline di polistirolo, l’altra ritagli di tessuti.

Prendere la rincorsa e tuffarsi, era il gioco favorito dei più!

All’innegabile divertimento si aggiunga poi l’importanza delle attività sensoriali.

Il bambino è presente con tutti i sensi e spinge ad allargare la sua conoscenza plurisensoriale.

L’udito, la vista, il gusto, l’olfatto ma anche il senso dell’equilibrio, del peso, del termico, eccetera, sono le componenti fondamentali a maggior ragione nei primi anni di vita.

Fornendo al bambino gli strumenti per acuire la capacità di sentirsi e di sentire, li si aiuta nello sviluppo, nell’estrinsecazione dell’io.

L’idea poi di questa piscina alletta!

Ammettiamolo, è divertente ad ogni età!

Perché, quindi, non rispolverare le piscine abbandonate in attesa dell’estate?

Noi non ne avevamo una, in compenso, la vasca del bagnetto stava iniziando a sentirsi frustrata per la sua inettitudine domestica (siamo passati alla doccia da tempo),

da tempo poi, rimasugli di stoffa permanevano in costante attesa di trovare una nuova funzione.

Sommati questi addendi, ecco il risultato

 

 

 

 

 

Se non si dovesse disporre di piscine o vasche, si possono riciclare degli scatoloni; anche per quanto riguarda la stoffa, ogni piccolo scampolo è un tesoro

quando finisce l’infanzia si entra nella “società”,

uno alla volta si chiudono i recettori sensoriali,

non impariamo quasi più niente.

Usiamo solo la ragione e la parola”

Bruno Munari

Marika Novaresio

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