Il Piano Nazionale per incentivare la natalità

nascitaIl Piano Nazionale per incentivare la natalità, recentemente presentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è uno dei nuovi progetti del Governo finalizzato ad incrementare le nascite nel nostro paese.

 

I dati demografici riguardanti la natalità in Italia, infatti, sono allarmanti: Istat ha rilevato che negli ultimi 5 anni sono nati 64.000 bambini in meno rispetto ai 5 anni precedenti, e nell’anno 2013 il numero medio di figli per donna è risultato pari ad appena 1,39.

 

Istat prevede che, in assenza di un drastico cambiamento, nel 2050 più di un italiano su tre avrà un’età superiore ai 65 anni, prospettando così una popolazione dall’età media davvero altissima.

 

Il Piano Nazionale per incentivare la natalità, descritto in ogni dettaglio in un apposito documento pubblicato sul sito istituzionale del Ministero della Salute, prevede una serie di iniziative di carattere sociale, informativo ed assistenziale, accomunate appunto dall’intento di stimolare la popolazione italiana a mettere al mondo più figli.

 

Non si può negare come alcuni dei principali ostacoli alla maternità siano rappresentati da aspetti economici e lavorativi, per tale ragione il nuovo Piano del Ministero della Salute si è impegnato anzitutto ad estendere il bonus bebè fino a 5 anni, allo stesso tempo si stanno valutando nuove forme di sostegno alle coppie che mettono al mondo un bambino, sia a livello di agevolazioni fiscali che di tutele riguardanti il posto di lavoro.

 

Questo nuovo progetto prevede importanti attività informative anche per quanto riguarda la salute: tale problema non è affatto secondario, basti pensare infatti che ben il 20% delle coppie italiane ha delle difficoltà a procreare per vie naturali, percentuale addirittura doppia rispetto a 20 anni fa.

 

Nel Piano Nazionale per incentivare la natalità si sottolinea, dunque, la grande importanza di seguire uno stile di vita sano, di accantonare vizi poco salutari e di prestare attenzione alla salute dell’apparato riproduttivo.
Viene inoltre precisato che tutte le donne dovrebbero essere consapevoli del fatto che dopo i 35 anni il loro potenziale fertile si riduce in modo graduale.

 

In ambito medico il Piano prevede di conferire una maggiore importanza ai consultori, i quali dovrebbero divenire un autentico punto di riferimento per la patologia riproduttiva; inoltre, per rendere il sistema sanitario più efficace rispetto alla tematica della fertilità, si prevedono nuovi percorsi formativi specifici per operatori sanitari e medici, anche tramite l’istituzione di un master di secondo livello in medicina della fertilità.

 

L’auspicio è che il Piano Nazionale per incentivare la natalità riesca realmente a rivelarsi efficace, invertendo l’attuale e scoraggiante tendenza demografica.

 

A cura della Redazione di Mammole

Link alla fonte:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2367_allegato.pdf

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