Riconoscere e affrontare il periodo prodromico ✿

contrazioni

Il periodo prodromico rappresenta quella fase che idealmente contrassegna il passaggio dalla gravidanza al travaglio vero e proprio: si tratta infatti di un periodo “preparante” al travaglio di parto.

 

Spesso, con l’insorgere delle prime contrazioni la tensione sale vertiginosamente e per mamma e papà diventa difficile non cedere alla tentazione di recarsi al più presto in ospedale… il rischio è però quello di sentirsi dire “non è ancora il momento Signora, torni a casa!”.

Vediamo allora in breve quali sono le più comuni caratteristiche della fase dei prodromi, per riuscire a riconoscerla più facilmente e provare a gestirla.

 

Innanzi tutto, è bene sapere che non è semplice scovare suggerimenti “universali” per via della grande variabilità degli avvenimenti che possono presentarsi in questo periodo e delle loro tempistiche; la stessa durata della fase prodromica è estremamente incostante (da qualche ora a qualche giorno) e non tutte le mamme hanno il “piacere” di sperimentarla.
In condizioni fisiologiche, è preferibile trascorrere questo periodo di tempo nel calore e nella familiarità della propria casa, dove ci si sente a proprio agio e si riesce a fronteggiare al meglio lo stress evitando di stravolgere le abitudini quotidiane.

 

 

In prodromi, le contrazioni uterine sono di breve durata (circa 10-20 secondi) e intervallate da periodi di pausa tendenzialmente lunghi; si manifestano in maniera irregolare essendo piuttosto variabili per frequenza, durata ed intensità e spesso si accompagnano all’espulsione del tappo mucoso (una formazione densa di colore biancastro-giallognolo con striature marroni), indicativa di una iniziale trasformazione del collo uterino in senso maturativo.

 

 

segue

 

 

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