Fare il pane…. con la pasta madre! ✿

35807380 - mother and daughter hands kneading dough on the table.

 

Quasi due anni fa gli amici del GAS hanno partecipato ad un corso di autoproduzione sul pane e il formaggio. Io mi ero iscritta ma quel fine settimana non ho potuto partecipare … perché mi sposavo … appena tornati dal viaggio di nozze ho organizzato a casa mia una lezione bis per carpire dalle amiche tutti i segreti.

 

Dapprima non capivo cosa fosse questa famosa “pasta madre” di cui avevo sentito  parlare anche da mia nonna che non le dava un nome diceva solamente: “quando facevo l’impasto ne conservavo un po’ in dispensa per il giorno dopo”. Non vorrei annoiarvi con formule e reazioni chimiche ma alcuni brevi cenni sono dovuti e che ho trovato sul libro “Facciamo il pane” di Annalisa De Luca.

 

Nei lieviti che solitamente si utilizzano per panificare, come il lievito di birra sono contenuti dei funghi (saccaromyces cerevisiae) che consumano carboidrati e li trasformano in alcol (il quale evapora durante la cottura) e anidride carbonica, reazione  importante nel pane poiché permette di creare le famose bolle che fanno crescere il pane.

Questo avviene anche nella pasta madre la quale contiene  micro organismi ovvero  lieviti e batteri lattici che, tra l’altro donano al pane un profumo molto buono.

 

E ora veniamo al lato pratico. Io la pasta madre l’ho ereditata. Una mia amica l’ha staccata dalla sua Madre e l’ha data a me. Quando l’ho ricevuta l’ho “rinfrescata” ovvero ho aggiunto acqua e farina (una buona farina biologica) e l’ho impastata. La pasta madre da un sapore un po’ più acido al pane ma consente una maggiore digeribilità e soprattutto una lunga durata del vostro pane. Pare che la panificazione con Pasta Madre risalga all’epoca degli egizi.

 

Vi confesso che non è stato facile all’inizio organizzare la cosa. Se volete ci sono siti molto interessanti e anche forum che spiegano passo a passo come usare la pasta madre. Io vorrei solo parlarvi del fatto che trovo molto rilassante organizzare e impastare con la pasta madre. E vi dico che se ci sono riuscita io che sono una libera professionista (libera per modo di dire … l’ufficio mi tiene inchiodata alla scrivania tante ore) può riuscire chiunque, basta un po’ di pazienza e passione. Personalmente alla prima esperienza ho fatto un disastro. Ho sfornato un pane che sembrava mattone ed era piuttosto cattivo. La pasta madre va curata e più si cura più il pane viene buono.

 

Per qualche mese ci ho provato. Dato che sapevo che avevo un essere vivente (perché è davvero così) gli ho anche dato un nome (l’ho chiamata come la madre di mio nonno: Malvina) ma alla fine la prima Pasta Madre (o Malvina I) è morta. Poi una amica me l’ha data di nuovo diversi mesi dopo (Malvina II) e ora sono mesi che la utilizzo. Mi alzo alla mattina una ventina di minuti prima e rinfresco la madre, poi nella pausa pranzo   impasto e lascio lievitare oppure  metto tutto nella macchina del pane, impasto di nuovo e lascio lievitare un po’ poi aggiungo il resto degli ingredienti e lascio andare la macchina del pane mentre io torno al lavoro.

 

Alla sera ci ritroviamo la pagnotta fresca e vi assicuro che è molto piacevole entrare in casa e sentire odore di pane.

Ha un gusto un po’ particolare, non aspettatevi la pagnotta del forno ma a me piace molto, mi da tanta soddisfazione e soprattutto la digerisco perfettamente. Ho una amica che lavora e ha due bimbi e almeno una volta alla settimana fa il pane con la pasta madre, come dicevo basta pazienza e passione.

Spero di avervi convinto a tentare.

Miss Potter

 

Le Mammole parlano nel forum di pasta madre

 

 

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