Ma le Mamme chi le aiuta? ✿

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Sembra davvero paradossale.

Abbiamo la fortuna di essere madri, magari dopo averlo voluto fortemente, eppure non siamo del tutto felici… cosa ce lo impedisce?
Il passaggio attraverso il dolore riguarda la maggior parte di noi perché tutti dobbiamo fare i conti con la perdita.
Ma come può la nascita di un figlio rappresentare per noi un momento di perdita?

 

 

L’esperienza stessa del parto può essere vissuta come una vera e propria perdita: della gravidanza, del pancione, delle attenzioni ricevute, del bambino immaginario su cui abbiamo fantasticato per 9 mesi, dell’esperienza di parto desiderata, della propria decisionalità e di altro ancora…
Nel momento esatto in cui la parola mamma acquista forma nel nostro bambino, niente è più come prima. E non potevamo essere preparate.

Da un momento all’altro siamo chiamate a dover assicurare la sopravvivenza di un altro essere vivente che dipende totalmente da noi.

 

Affrontiamo gesti nuovi e spesso sconosciuti: sorreggere, cullare, allattare, tenere in braccio, accogliere il pianto di nostro figlio per calmarlo e consolarlo.
Per molte il segno tangibile di questa nuova realtà è lo sperimentare tutta una serie di rinunce. Rinunciamo ad uscire, alla vita di coppia, alle nostre ambizioni professionali, etc. etc.  Insomma rinunciamo a noi stesse e a dedicarci del tempo.
Si abbandonano vecchie abitudini, si acquistano nuove responsabilità a discapito di quella parte più spensierata di noi.

 

Ogni cambiamento avviene attraverso la rinuncia e la perdita e cosa più della maternità rappresenta un cambiamento?
Per cambiare realmente occorre necessariamente “lasciare” qualcosa e di questo bisogna prendere atto e fare i conti con il dolore che può derivarne.
Esserne consapevoli ci aiuterà ad “attrezzarci” meglio per superare la perdita che stiamo subendo, a trovare le nostre strategie, diverse da mamma a mamma, per farvi fronte.
Riusciremmo cosi’ ad esprimere al meglio il nostro essere madre e ad arricchire la relazione con il nostro bambino. Non dobbiamo solo accogliere il loro pianto ma anche il nostro per cercare consolazione.

 

La maternità è un percorso ricco di emozioni.
Accanto alla gioia, il dolore e la tristezza.
Accanto alle scoperte meravigliose che ci riservano i nostri bambini, la paura di non essere capaci, di non essere all’altezza.

Non è un compito facile e la nostra società tende a dimenticare questa realtà. Tende a lasciare sole le mamme, a dare per scontato il loro servizio alla società e a non valorizzare e supportare il loro lavoro silenzioso e rivolto a formare l’umanità futura.

 

Le mamme vanno aiutate. Dovremmo parlarne più spesso.

 

 

Angela Lettieri

 

 

 

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