Lavoro: essere mamma è un diritto ✿

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Essere mamma è un diritto, il diritto  è forza, essere mamma è forza.

Diritto, che brutta parola da accostare al termine mamma. Eppure è l’unica che può conviverci.

Essere mamma è naturale, questa mi piace di più, ma al giorno d’oggi di naturale c’è così poco.

 

Siamo costrette a sottoporci a svariati e umilianti controlli, a fare l’inseminazione artificiale, a misurare la temperatura basale e chissà quante altre cose che io pur essendo madre e donna – per mia fortuna o per un semplice caso – non conosco.

Col magone in gola dobbiamo comunicare al nostro datore che “ci assenteremo per maternità”.

Ci sentiamo in colpa al solo pensiero che dovremo abbandonare il lavoro, poverino come farà senza di noi?

Ma è un nostro diritto, per fortuna tutelato dalla legge.

 

Dobbiamo informare anche i nostri colleghi, che, per quanto ci trovino simpatiche, non apprezzeranno molto la cosa, magari, perché vorrebbero essere al nostro posto o solo perché egoisticamente, pensano che dovranno accollarsi anche il tuo lavoro.

Tutto questo sembra così assurdo, eppure è così vero, fa parte della nostra realtà.

 

 

 

Essere mamma non è naturale, perché viviamo in una società in cui non esiste la coscienza della mamma lavoratrice.

Se ci pensiamo un po’, quasi tutte le nostre mamme erano a casa a badare ai loro figli.

Il datore che ti assume, chissà perché pensa che tu non farai mai figli, come se scegliendo di lavorare ti precludessi questa possibilità.

 

Il mio datore ha pensato bene di assumere tutte donne tra i 25 ed i 30 anni, adesso si ritrova una decina di gravidanze all’attivo su un totale di 10 impiegate e 5 collaboratrici.

Poi un giorno gli dai il lieto annuncio e incredulo ti dice “è una bella cosa, complimenti!”, ma dal suo sguardo capisci benissimo che sta pensando “che palle!”

Magari sono mesi che cerchi quel bambino, ed ora che sta per arrivare ti senti in colpa!?

No! Essere mamma è un diritto: legittimo, naturale e universale.

Non hai commesso nessun crimine, non hai fatto del male a nessuno.

 

Mi sono sentita in colpa ogni giorno da quando gliel’ho detto fino al giorno in cui non ho ripreso a lavorare.

Oggi, dopo anni di studi e dedizione al lavoro, mi ritrovo rilegata all’archivio perché “il mio ruolo è stato soppresso!”.

Secondo voi lui prova senso di colpa nei miei confronti? E’ cosciente delle sofferenze che mi ha arrecato? Si sente piccolo piccolo? No! No! No!

 

Smettiamola di sentirci in colpa, se la legge ci tutela è perché siamo noi il soggetto debole.

Oggi io mi sento forte, anzi, mi sento un leone.

Quando torno a casa dal lavoro la mia bambina, appena mi vede, mi dona un mega sorriso e questo mi ricompensa delle umiliazioni che subisco giornalmente.

Tra poco gli darò nuovamente il lieto annuncio e questa volta il senso di colpa lo lascio a casa!

 

 

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8 Risposte a “Lavoro: essere mamma è un diritto ✿”

  1. francesca

    Ciao ragazze mi chiamo Francesca e volevo sapere se per chi ha una attività .. In questo caso io ho una pescheria e sto continuando a lavorare nonostante tutto sono al 7 mese .. Volevo sapere se C e qualche agevolazione per le imprenditrici .. Visto che tutte abbiamo diritto a diventar mamme.. Attendo risposte grazie mille

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  2. Rossella

    Bell’articolo, devo tenerlo a mente quando presa dalle nausee o dalla pressione bassa devo fermarmi un attimo o andare in bagno a rimettere e il mio capo mi guarda e mi dice “hai voluto la bicicletta e ora pedala”, frase detta anche dopo esser svenuta e aver continuato appena ripresa a lavorare.
    Tutti mi dicono di chiedere la maternità anticipata perché, anche se tecnicamente non è un lavoro a rischio, mi ritrovo a correre da una parte all’altra del locale, o rischio di scivolare sul pavimento bagnato, ho sbalzi di temperatura notevoli (passo dalla cella frigorifera a 3 gradi, passando per i 30 gradi per poi andare a 18 gradi nel giro di 2 minuti), sono a contatto con la gente che mi tossisce in faccia…e dopo 3 ore e mezza così sono sfinita.
    Ma ho paura di passare per debole, una di quelle che medicalizza la gravidanza che dovrebbe essere un periodo felice, speravo di arrivare alla fine della primavera almeno, conscia che poi i 40 gradi estivi non avrebbero permesso di lavorare o comunque star bene, ma se continuo così mi tocca lasciare prima e per me è un fallimento.

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  3. Il mio datore di lavoro, che ha ignorato per tutto il tempo della maternità i miei messaggi, mi ha mandato una raccomandata dove mi avvisa che devo fare 22 giorni di ferie (tutte quelle maturate e non godute) a partire dal giorno in cui avrei dovuto riprendere il lavoro…senza nemmeno una telefonata (siamo in 6 dipendenti)…. tanto che io il giorno presunto del rientro mi sono presentata in ufficio perché dovevo ancora ricevere la raccomandata e non sapevo nulla. Questo il punto a cui arrivano in basso le persone.

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  4. raimondo

    Io sono diventato padre per la seconda volta 10 giorni fa dopo 12 anni che io e mia.moglie cercavamo questa gravidanza. Lei è disoccupata e i permessi posso prenderli io. Però mi sento in colpa perché nel mio ufficio è un momento in cui siamo oberati di lavoro e le mie colleghe sono disperate. Io ho preso 2 settimane di permesso e poi prenderò l orario ridotto per allattamento. I loro mariti non hanno mai preso più di una settimana quando è toccato a loro e io mi prendo tutti questi permessi…….

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  5. Ciao. Esiste una legge introdotta dalla Fornero che permette di chiedere il part time fino ai 3 anni del bambino e il datore di lavoro non può rifiutare. .. informatevi ;)

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    • Redazione Mammole

      Buongiorno Monica e grazie del suo contributo.
      L’articolo non si pone come obiettivo la volontà di informare riguardo alle normative relative alla maternità, piuttosto quello di far riflettere su come molto spesso noi mamme ci dimentichiamo che abbiamo dei diritti sanciti dalla legge e ci sentiamo “in difetto” verso datori di lavoro e colleghi semplicemente perché li facciamo valere.

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