Bambini: in aumento i casi di pressione alta ✿

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Mentre la Comunità scientifica si divide sulla scelta o meno di vaccinare i bambini  e sulle dissertazioni riguardo le carni rosse, la Società Italiana di Pediatria, formula delle indicazioni per la prevenzione dell’ipertensione  nell’età infantile e adolescenziale.

 

La pressione alta nei bambini

Anche se non molto pubblicizzato, il problema della pressione alta riguarda un numero ragguardevole di bambini (circa il 4%), dato che tra l’altro è destinato a crescere.

Le cause dell’ipertensione primaria sono da ricercarsi innanzitutto nei fattori di familiarità, nonché al peso eccessivo e alla nascita prematura.

Per contro, esiste anche un’ipertensione secondaria che necessita di essere monitorata e che costituisce l’effetto di altre patologie, quali, ad esempio, l’ipertiroidismo, la nefropatia cronica e la sindrome di Cushing.

Un bambino è iperteso quando la media dei valori della sua pressione arteriosa supera il 95mo percentile individuato in una tabella di riferimento adottata negli USA che tiene conto anche di peso, sesso e altezza.

 

Per monitorare i suddetti valori, il pediatra utilizza uno sfigmomanometro aneroide che ha un bracciale di altezza pari al 40% della circonferenza del braccio del bimbo, misurata nel punto medio.

Se tali misurazioni, controllate ripetutamente e in diverse occasioni, rilevano la presenza di ipertensione, vengono prescritti degli esami ematochimici per individuarne la causa.

Inoltre, può essere utile effettuare anche un eco-cardiogramma, al fine di verificare la presenza o meno di ipertrofia ventricolare, uno dei primi danni cardiovascolari che conseguono alla presenza di valori pressori elevati.

 

Ipertensione e diabete

Gli esami ematochimici citati comprendono anche il controllo di glicemia e insulinemia basale, perché può accadere che l’ipertensione sia l’effetto di altre due patologie molto diffuse anche in età infantile e adolescenziale: diabete di tipo 2 e ipercolesterolemia.

Queste malattie, se prevenute e curate per tempo, non risultano in alcun modo invalidanti ma necessitano di un monitoraggio costante e attento, effettuato in primis dal pediatra e, poi, da centri specialistici.

Il trattamento di ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e ipercolesterolemia si basa essenzialmente su un corretto regime alimentare e da un aumento dell’attività fisica, al fine di ridurre il peso ponderale e di aiutare la funzionalità del metabolismo.

Solo in caso di mancata risposta a tale trattamento comportamentale-dietetico, si possono rendere necessari i farmaci, prescritti in sede di assistenza presso i centri di secondo livello e che, comunque, non possono sostituire, ma vanno ad affiancare l’attività fisica e la dieta alimentare, quest’ultima non deve essere necessariamente restrittiva ma sicuramente iposodica.

 

 

Fonte Bibliografica

Ipertensione arteriosa in età pediatrica: prevenzione, diagnosi e trattamento PDF

Società Italiana Pediatria

 

 

 

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