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Discussione: fortuna o sfortuna?

  1. #1
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    fortuna o sfortuna?

    Cavallo Perduto
    antica saggezza cinese
    C’era una volta, in un villaggio, un vecchio. Era molto povero, ma anche i re erano invidiosi di lui perché aveva un meraviglioso cavallo bianco. Un cavallo come quello non era mai stato visto: aveva bellezza, portamento, forza.

    I re, per quel cavallo, erano disposti a pagare cifre favolose. Ma il vecchio rispondeva: “ Questo cavallo, per me non è un cavallo, è una persona. Come si può vendere una persona? E’ un amico e non una cosa. Come puoi vendere un amico? ” Il vecchio povero com’era, avrebbe avuto tutte le tentazioni per arricchirsi, ma non vendette mai il cavallo.
    Un giorno, improvvisamente, scoprì che il cavallo non era nella stalla. La gente del villaggio si riunì e gli disse: ” Stupido vecchio, sapevamo che alla fine il tuo cavallo sarebbe stato rubato. Tu, così povero, come potevi proteggere una cosa così preziosa? Sarebbe stato meglio venderlo prima, avresti realizzato qualunque cifra avessi chiesto. Adesso il cavallo è andato: è una maledizione, una sfortuna. Il vecchio rispose: “Non andate troppo lontano, semplicemente dite che il cavallo non è nella stalla. Questi sono i fatti, ogni cosa in più è un giudizio. Se sia una sfortuna o no, come potete saperlo? Come giudicate? La gente disse: “ Non prenderci in giro. Noi, certo, non siamo grandi filosofi, ma qui il filosofo non serve. Il fatto è che il cavallo non è nella stalla e questa è una disgrazia”. Il vecchio disse: ” convengo che la stalla sia vuota e il cavallo scappato. Non so altro, non posso dire se sia una benedizione o una sfortuna. Quello che so è solo un frammento. Chi conosce come proseguirà questa storia?

    La gente rideva: lo credeva pazzo. Solo un pazzo rinunciava alla fortuna, per vivere miseramente alla giornata, tagliando legna nel bosco. Dopo quindici giorni, una notte, improvvisamente, il cavallo fece ritorno nella stalla. Non era stato rubato, era semplicemente corso via libero, verso la prateria. Non solo era tornato, ma con sé aveva condotto anche una dozzina di cavalli selvaggi. Di nuovo la gente si riunì e disse: “ Vecchio, avevi ragione tu, e noi torto. Non è stata una disgrazia, ma una benedizione. Ci dispiace di aver sbagliato”. Il vecchio rispose: ” Ancora una volta state correndo. Dite soltanto che il cavallo è nella stalla e che altri dodici cavalli sono venuti con lui. Non giudicate. Chi sa se questa è una benedizione o no? E’ solo un frammento. Fino a che non si conosce l’intera storia, come si fa a giudicare? Potete leggere una pagina di un libro e giudicare tutto il libro? Potete leggere una frase di una pagina e giudicare l’intera pagina? Potete leggere una sola parola di una frase e giudicare tutta la frase? Ma anche una sola parola ha un significato così vasto… Nessuno sa se è una benedizione. Io sono felice di non giudicare: non disturbatemi!

    Questa volta la gente non lo criticò apertamente, il vecchio poteva avere ragione anche questa volta. Ma dentro, pensava ai 12 cavalli che, dopo breve addestramento, sarebbero stati venduti, con notevole profitto. Il vecchio aveva un figlio unico che cominciò ad addestrare i cavalli selvaggi. Una settimana più tardi, cadde da cavallo mentre cercava di domarne uno e si ruppe le gambe. Di nuovo la gente del villaggio si radunò e disse: “ Avevi ragione ancora una volta. Non è stata una benedizione, ma una disgrazia. Il tuo unico figlio ha perduto le gambe. Alla tua età era l’unico tuo sostegno. Adesso sei più povero che mai”. Il vecchio rispose: ” Siete ossessionati dai giudizi. Non correte. Dite solo che mio figlio ha le gambe rotte. Chi sa se si tratta di disgrazia o fortuna, nessuno lo sa! Ancora un frammento, nient’altro vi è stato dato. La vita viene per frammenti, il giudizio riguarda la totalità”. Accadde che, dopo qualche settimana, il paese entrasse in guerra contro la nazione confinante e tutti i giovani furono costretti ad arruolarsi e a partire. Solo il figlio del vecchio, avendo le gambe rotte, fu risparmiato. La gente si riunì, gridando e piangendo, perché da ogni famiglia un giovane era stato portato via. Senza speranza di ritorno, destinati a morte certa, perché il paese che stavano attaccando era molto più forte e la disfatta assicurata. “ Avevi ragione, vecchio” dissero le persone riunite ancora una volta. “ Dio sa, e questo prova che era una benedizione. I nostri figli non ritorneranno, tuo figlio, tra breve, ritornerà a camminare e starà ancora con te!

    Rispose il vecchio: ”E’ impossibile discutere con voi che giudicate, giudicate e ancora giudicate. Nessuno sa! Dite soltanto che i vostri figli sono stati costretti a partire e mio figlio no! Ma nessuno sarà mai in grado di dire se è una benedizione o una disgrazia. Solo Dio sa! E quando si dice solo Dio sa, si intende l’Assoluto sa. Non giudicate, altrimenti non sarete mai in grado di divenire tutt’uno con l’Assoluto.

  2. #2
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    Riferimento: fortuna o sfortuna?

    meravigliosa!!! dovrei farla leggere a un bel pò di persone

  3. #3
    lolla79
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    Riferimento: fortuna o sfortuna?

    è proprio un vecchio Saggione!

    io però voglio essere sincera..quando leggo di queste storielle di saggezza cinese percepisco un po di saggezza che tende a ridicolizzare certi comportamenti umani piuttosto che favorirli alla comprensione..
    non so come spiegarmi..è sicuramente un'arte che questi saggioni forse si tramandavano x mantebnere i loro prestiglio?

    non è corretto "giudicare" solamente chi giudica...anche se il giudizio porta a riflettere..
    xrò è comunque un giudizio quello che fa il saggione no?
    in realtà chi giudica ha più bisono di essere cmpreso forse x percepire l'insegnamento saggio..
    avrebbe dovuto dare più credito a quelle persone(piuttosto che criticarle) x aiutarle a capire che non ci si guadagna prprio niente nel giudicare..

    io credo che giudicare significa anche sentirsi giudicati..
    una persona che giudica è una persona che è sicuramente ctresciuta in una cultura che giudica i comportamenti...fin da bambini ci si sente dire che si è cattivi..o sbagliati semplicemente xrchè si commettono errori..io sto imparando proprio ora a voletrmi più bene..a pecepire che io non sono quelo che faccio..ma in continua crescita..e l'errore è solo un tentativo che mi aiuta a capire..
    giudicare significa non essere in pace con se stessi..

    pioi del resto tutto è estremamente saggio..
    scegliere di vivere un rapporto sano con la propria vita senza desderare altro è un dono di consapevolezza..
    sapere che bisogna affrontare il presente..ciò che ci accade ...con la fiducia
    fiducia in dio..che è vivo in ogni cosa che accettiamo x come ci viene data..e con la stessa fiducia nel futuro la viviamo con più consapevoleza di essre noi artifici della nostra felicità..

    è un vecchio saggione solitario xrò!

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