Da figli a genitori: cosa cambia? ✿

papà in spiaggia
Ogni genitore vorrebbe sbagliare il meno possibile, ovvio. Se fosse umano non sbagliare mai, ognuno di noi punterebbe a quello.

Veder crescere i nostri figli e notare come incidono sul loro comportamento e sul loro carattere i nostri gesti quotidiani, può inorgoglire “Hai notato? Si è ricordato di essere stato ripreso in occasioni simili e ora ha evitato il solito errore” ma anche spaventare “Ieri ho alzato la voce in un momento di nervosismo ed ora vedo mia figlia più timorosa”.

 

Quando ci tornano alla mente episodi vissuti da noi in prima persona quando ancora eravamo solo figli e non ancora genitori, ci rammentiamo di non fare gli errori che, a nostro parere, con noi sono stati commessi. “Sono terrorizzato dalle altezze perché mia madre lo era, quindi voglio che mio figlio sia libero di avvicinarsi alle scale per sperimentare” oppure “Mi sono sentito castrato ogni volta che non ho potuto scegliere con la mia testa. Desidero che i miei figli prendano le loro decisioni e vadano incontro alle loro scelte, giuste o sbagliate che siano.”

 

Purtroppo però la vita di tutti i giorni è ben diversa da ciò che avevamo stabilito quando magari i nostri figli erano ancora nel pancione. Lo stress, il lavoro, la famiglia e i mille problemi che insorgono, cambiano il nostro stato d’animo e può capitare che, nonostante avessimo spergiurato di non farlo mai, può istintivamente uscirci di bocca quella maledetta frase che abbiamo sentito ripetere mille volte da nostra madre.

E come ci faceva star male sentirla! Come ci faceva arrabbiare! Come ci rendeva tristi! Eppure, ci è sfuggita…

Sarà grave? Ora nostro figlio non si comporterà più come al solito? Non sentirà più di essere in sintonia con noi? Si fiderà ancora di me?

 

Crescendo, i nostri figli, ci metteranno alla prova e, giorno dopo giorno, ci renderemo conto che è più difficile insegnare ed educare, piuttosto che imparare… Einstein sosteneva che l’esempio è l’unica maniera di influenzare i bambini:nessun bambino ascolta, ma tutti seguono l’esempio. Effettivamente, se si riuscisse a sprecare meno parole e a comportarci semplicemente come vorremmo che i nostri figli si comportassero, sarebbe forse più facile. Da dire, ma non da mettere in pratica.

 

Accudire con amore, non reprimere, evitare scatti d’ira, lasciare che siano genuini… tutti buoni propositi di ogni genitore. Ma poi? Nella realtà è fattibile? Io tento di fare in modo che mia figlia sia sempre incuriosita: non la voglio terrorizzare con le mie paure, perciò non la freno nelle sue avventure, ma prima o poi morirò d’infarto vedendola battere la testa… Cerco di non intromettermi nei suoi piccoli lavori, in modo da capire cosa le piace, ma mi devo mordere la lingua quando la vedo strappare un libro…

E mi impegno a mantenere il controllo quando vorrei strozzarla mentre butta in terra una cucchiaiata di pappa…

Tutte cose che saranno capitate ad ogni genitore e ognuno avrà reagito a modo suo, a volte sapendo di aver sbagliato siamo poi andati a dormire con l’angoscia, altre volte invece, fieri di aver saputo gestire la situazione in modo impeccabile!

 

Essere genitore è il lavoro più difficile del mondo ma, egoisticamente, è anche il più bello.

È ciò che ci riempie di gioia e ci fa battere il cuore, è ciò che ci fa diventare matti ma è anche quello che ci commuove ed emoziona…

Nessuno è perfetto,nessuna mamma e nessun papà lo è, e nessun figlio lo sarà.

Ma noi avremo fatto il possibile per rendere i nostri figli delle belle persone felici e, se avremo commesso qualche errore, starà ai nostri figli, quando diventeranno a loro volta genitori, provare ad evitare quegli sbagli… facendone, immancabilmente, altri!

Infondo, quando eravamo piccini, guardavamo i nostri genitori con invidia; loro avevano potere decisionale! Ora invece invidiamo i nostri figli a cui non spettano scelte difficili…

 

Nicla

 

 

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