Donare il latte materno: una scelta di solidarietà ✿

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Nel mese di Febbraio 2014, il Gruppo di Lavoro nell’ambito del Comitato Nazionale Multisettoriale per l’Allattamento Materno ha prodotto un documento rivolto agli operatori sanitari delle Banche del Latte e delle U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, nonché agli operatori del percorso nascita con l’obiettivo di orientare le iniziative regionali per la costituzione e l’organizzazione delle Banche del Latte Umano, definendo criteri uniformi per un servizio centrato sul paziente.

 

Ma cosa sono le Banche del Latte Umano Donato e qual è la situazione italiana?

L ’allattamento al seno rappresenta la scelta migliore per l’alimentazione del neonato a termine e pretermine. Il latte materno, infatti, presenta vantaggi insuperati di tipo nutrizionale, immunologico ed economico rispetto ai sostituti del latte umano. In alcune particolari situazioni cliniche, tuttavia, quando il latte della propria madre non è disponibile o non può essere somministrato, sorge la necessità di avere a disposizione latte di donna per l’alimentazione dei neonati.

 

 

Per questo motivo nascono le Banche del Latte Umano Donato (BLUD), che offrono un servizio che ha lo scopo di selezionare le donatrici, raccogliere, controllare, trattare e conservare il latte donato e infine distribuirlo per andare incontro a specifiche necessità mediche. Le BLUD sono indispensabili per i neonati pretermine ma anche per tutti quei bambini che non possono essere alimentati al seno per brevi periodi a causa di alcune patologie. Il latte umano donato rappresenta infatti l’alternativa migliore al latte materno poiché è stato dimostrato che riduce l’incidenza di enterocolite necrotizzante, di sepsi e infezioni, di displasia broncopolmonare ed ha una elevata tolleranza; inoltre previene l’ipertensione arteriosa e l’insulinoresistenza in età adulta.

 

Gli studi hanno dimostrato che la presenza di una BLUD in una Terapia Intensiva Neonatale riduce significativamente la percentuale di neonati che ricevono latte in formula, e aumenta la percentuale di neonati allattati esclusivamente al seno alla dimissione.

L’uso del latte di banca, si configura dunque come una strategia chiave per promuovere l’allattamento al seno nelle realtà ospedaliere; oltre a fornire un alimento di altissima qualità per i neonati ricoverati sia a termine che pretermine.

 

Anche la WHO e l’UNICEF si sono espressi con una dichiarazione congiunta in cui affermano che l’apertura di una Banca del Latte Umano rientra nel quadro delle iniziative che a livello internazionale vengono intraprese per promuovere e supportare l’allattamento al seno.

Le Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno (GU n.32 del 7/2/2008) affermano che “il latte materno, dato al seno oppure come latte di banca donato da madre o da donatrice è, laddove non controindicato, l’alimento più adeguato ai fabbisogni nutrizionali dei neonati prematuri e ricoverati”.

 

In Italia la prima Banca del Latte Umano con caratteristiche moderne compare a Firenze nel 1971, ma solo nel 2008 in Toscana viene costituita la Rete Regionale delle Banche del Latte Umano Donato (ReBLUD), primo esempio di rete in Europa.

Il nostro Paese risulta essere attualmente uno dei più attivi a livello europeo, con 30 centri presenti sul territorio. L’attività delle banche viene coordinata dall’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD), che persegue fini solidaristici ed ha lo scopo di promuovere e diffondere l’allattamento materno e la donazione del latte per l’utilizzo nelle Terapie Intensive Neonatali; l’associazione si occupa inoltre di coordinare le BLUD, promuovendone il miglioramento e la qualità.

 

La Banca del Latte si fa carico di effettuare indagini sulle donne che intendono effettuare la donazione, per garantire la sicurezza del latte donato. Inoltre si occupa di istruire le donatrici sulle corrette modalità di raccolta e conservazione del latte, fornendo il materiale necessario per l’estrazione.

Sul latte raccolto vengono effettuati accertamenti infettivologici e qualitativi, dopodiché il latte viene pastorizzato e conservato. Tutti i procedimenti vengono registrati e documentati accuratamente per permettere il miglior standard di qualità possibile.

 

Dunque, il Comitato Nazionale Multisettoriale per l’Allattamento Materno raccomanda l’utilizzo del latte umano donato per i neonati pretermine quando il latte della propria madre non è disponibile o è insufficiente.

Le Linee Guida Italiane garantiscono la sicurezza e la qualità del latte umano donato in un contesto che prevede la promozione, la protezione e il sostegno dell’allattamento al seno come pratica di salute. Il SSN in collaborazione con l’AIBLUD, vigila sul rispetto delle Linee Guida e monitora l’appropriatezza gestionale e operativa delle Banche del Latte Umano.

 

Chi può donare?

Possono donare tutte le mamme in salute e con un salutare stile di vita fino all’anno di vita del loro bambino e che ovviamente producano latte in esubero rispetto alle necessità dei propri figli.

Se stai allattando il tuo bambino e vuoi fare un gesto di solidarietà, dona il tuo latte presso una delle Banche del Latte Umano accreditate; aiuterai così i neonati ricoverati nelle Terapie Intensive Neonatali. E’ un piccolo gesto che vale molto.

 

 

 

Approfondimenti

 

Fonte dell’immagine: multimedia.quotidiano.net

 

 

 

 

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